COM'È FATTO UNO SNOWBOARD

Parlare di tavole da snowboard in senso generico risulta un po' difficile proprio perche'la tavola non e' da considerarsi buona o cattiva di per se' stessa, ma solo in relazione all'uso che se ne vuole fare. Tanto per fare un esempio si ricordi che le prime tavole da neve erano costruite con legno compensato ed erano prive di lamine perche' coloro che le calzavano lo facevano esclusivamente in neve fresca ed abbondante, non sarebbe d'altro canto pensabile scendere, per esempio, la parete nord della Marmolada servendosi di una tavola con quelle caratteristiche.

All'interno di questa pagina ci si limitera' a descrivere solamente le caratteristiche principali che contraddistinguono le qualita' di una tavola, allo scopo di capire le problematiche che devono affrontare gli snowboarders durante le loro evoluzioni. Solo in questo modo il progettista della pista da snowboard sara' in grado di apprezzare in maniera sottile quelle che sono le esigenze degli utenti. I processi costruttivi che attualmente vengono usati per la fabbricazione di tavole da neve sono principalmente due, essi danno origine alle tavole iniettate ed alle tavole incollate.

Le tavole iniettate sono ottenute mediante l'iniezione di una schiuma poliuretanica ad alt a densita' in uno stampo. Queste tavole risultano meno care, piu' leggere ma piu' fragili rispetto a quelle incollate; inoltre esse trasmettono gli impulsi con notevole ritardo, cosa che rende difficile la surfata soprattutto sulla neve battuta. La tavola incollata e' piu' pesante e costosa, ma la sua struttura definita a "sandwich" la rende molto piu' elastica. Queste tavole sono costruite in uno stampo incollando con resine epossidiche le componenti del nucleo alla soletta ed al laminato superiore, la composizione interna del nucleo conferisce le caratteristiche di elasticita' alla tavola. Una tavola e' considerata molto o poco elastica in riferimento alla sua diversa capacita' di deformarsi quando viene sottoposta al carico statico e dinamico che gli e' conferito dallo sciatore.

Risulta inoltre importante valutare la velocita' con la quale la tavola restituisce tale deformazione. Gli Snowboarders definiscono le tavole molto elastiche come tenere o morbide, quelle poco elastiche vengono dette dure. La velocita' con la quale e' restituita la deformazione viene classificata come "nervatura" della tavola. Generalmente si considera che una tavola poco elastica e' adatta, per la sua maggiore tenuta, ad essere adoperata sulla neve dura o ghiacciata, la tavola morbida risulta invece piu' facile da manovrare. Questa considerazione risultera' piu' chiara appena descritto il tipo di interazione che la tavola ha con la superficie nevosa. Altri fattori che modificano l'elasticita' della tavola sono la sua forma, la presenza di una o piu' casse di torsione e la lunghezza. Si Analizzano ora brevemente queste caratteristiche.

La forma dello snowboard assomiglia vagamente a quella di uno sci da discesa. Ha la punta rialzata per permettere un buon galleggiamento sulla neve fresca ed impedire di piantarsi nella neve soprattutto nei cambi di pendenza. Scendendo verso il centro della tavola possiamo apprezzarne la sciancratura, che non e' altro che la curvatura dei fianchi, che determina una forma piu' stretta della tavola nella sua zona centrale e piu' larga alle due estremita'. Una tavola piu'e' sciancrata e meglio gira, sarebbe quasi impossibile far girare una tavola con i lati perfettamente paralleli. Scendendo verso il basso troviamo la coda che puo' essere sagomata in diverse maniere. Le principali forme della coda sono le seguenti: Square tail: questa e' una coda tipo sci alpino che permette una ottimale presa di spigolo. Round tail : coda arrotondata, e' adoperata per scopi didattici poiche' la presa di spigolo risulta meno immediata. Swallow tail : a coda di rondine, adatta per l'uso in neve fresca. Bisogna ricordare che queste caratteristiche generali sono proprie di tutti gli Snowboard.

Questi inoltre vengono classificati, in base ad ulteriori accorgimenti, in tre grandi categorie, ovvero in tavole simmetriche, tavole asimmetriche, e tavole da halfpipe. La tavola simmetrica, come dice la parola stessa, presenta una simmetria rispetto alla linea che taglia longitudinalmente la tavola stessa, percio' essa avra' la punta nella zona centrale e gli spigoli tra loro identici. L'asimmetrica ha la punta spostata da una parte e la coda piu' lunga dalla stessa parte. Queste tavole presenteranno quindi uno spigolo piu' lungo dell'altro, cosa che condizionera' molto le conduzioni delle curve. La tavola da Halfpipe 1 si differenzia principalmente dalle altre tavole per il fatto che essa risulta rialzata della stessa entita' sia in punta che in coda, questo per poter surfare in ugual maniera sia in avanti che all'indietro. Ogni tipo di tavola da snowboard, sempre in analogia con gli altri tipi di sci, presenta una centina o ponte.

Questa caratteristica determina la forma piu' o meno arquata che lo snowboard assume quando non e' caricato. La tavola in questa condizione presenta una concavita' verso l'alto, taleconcavita' permette alla stessa, se caricata con il peso dello sciatore e disposta su uno dei due spigoli, di appoggiare con ugual distribuzione degli sforzi, su tutta la lunghezza dello spigolo. Lo spigolo della tavola, come quello dello sci, e' costituito da una lamina d'acciaio che va affilata od arrotondata a seconda che serva maggiore o minore presa dello spigolo stesso. Se la tavola non possedesse la centina, una volta caricata, e messa sullo spigolo, presenterebbe una grossa densita' di sforzo nella regione centrale, vicinacioe' agli attacchi, mentre risulterebbe praticamente scarica nelle regioni periferiche.

Quest'ultima condizione determinerebbe una difficolta' di aderenza, soprattutto su nevi dure, mentre consentirebbe una facile manovrabilita' dell'attrezzo. Questo spiega tra l'altro il fatto che le tavole da Halfpipe e da Freestyle (discipline che richiedono un'estrema manovrabilita' della tavola), sono sagomate senza centina o addirittura con centina negativa. Le solette una volta erano sagomate concave per l'uso in neve fresca e convesse per l'utilizzo in pista. La tendenza dei nuovi modelli e' quella di avere la soletta piatta che favorisce la stabilita' e la tenuta in curva. La lavorazione della soletta e' del tutto analoga a quella delle solette da sci alpino e nordico, questa di tanto in tanto viene "tagliata" mediante lame affilatissime, allo scopo di restituire l'originale regolarita' della superficie. La soletta viene poi trattata con l'uso delle paraffine, che spalmate a caldo sono in grado di penetrare nei suoi pori dilatati diminuendo notevolmente tale porosita'. Lo strato non penetrato di tale paraffina viene rimosso per mezzo di spatole e spazzole, in modo da ottenere una superficie della soletta liscia e lucida che sviluppa, durante il scivolamento sulla neve, un basso coefficiente d'attrito.

La presenza di casse di torsione, che non sono altro che elementi scatolari longitudinali aperti solo sulla base, forma una discontinuita' nella struttura a sandwich, ed e' utile per il fatto che le tavole, avendo una larghezza nella loro sezione centrale, variabile da un minimo di 20 cm. ad un massimo di 35 cm. , sono sottoposte, durante la manovra di cambio di spigolo, a delle forti sollecitazioni di torsione, che vanno valutate e vengono fatte assorbire alla tavola per mezzo di questi elementi pi˜ rigidi, la distribuzione e l'entitý dei quali viene valutata in base al tipo di sforzo che dovrý sostenere l'attrezzo stesso. Per quanto riguarda la lunghezza della tavola, questa Ë variabile da 120 cm. a 190 cm. a seconda delle caratteristiche fisiche dell'utente e del tipo di surfata che egli predilige.

In pratica però la stragrande maggioranza degli snowboard sono compresi nelle tre misure standard di 150, 160, e 170 cm. (queste tre misure, vengono denominate pi˜ brevemente dagli addetti ai lavori rispettivamente 5, 6 e 7 che vengono adibite generalmente nell'ordine allo Slalom, al Gigante ed al Super-Gigante). A proposito delle misure c'Ë da dire che ogni ditta produttrice di tavole da neve ha un suo metodo di misurarne la lunghezza, inoltre per caratterizzare il marchio le ditte producono tavole di lunghezze non perfettamente uguali tra loro, quindi non vi sarý da stupirsi se si troveranno in commercio ad esempio delle tavole 6 lunghe 158 e delle altre lunghe 162 cm. Si ricorda inoltre che anche la caratteristica di elasticità varia considerevolmente da una casa produttrice all'altra.

http://www.surftribe.it/snowboard/


COMMENTI

Autore: Vale

Ho incontrato il kitesurf nel 2002 ed è subito stato amore. Qualche anno dopo mi sono avvicinata anche al surf. Quando sono in acqua sono felice e se sei su questo sito probabilmente sai già di cosa sto parlando. Ci vediamo in acqua.