Hai presente quella sensazione quando prendi un'onda perfetta e per qualche secondo senti di volare? Il wing foil è esattamente questo ma in mezzo al mare aperto, senza onde, con il vento che ti spinge e una tavola che letteralmente si alza sull'acqua.
Se lo hai visto e ti sei chiesto 'ma cos'è quella roba?', sei nel posto giusto. Ti spieghiamo tutto dall'inizio, senza fronzoli.
Ma di cosa si tratta esattamente?
Il wing foil nasce dall'unione di tre discipline: il windsurf (per il vento), il kitesurf (per la leggerezza) e il foil (per il volo). Il risultato è uno sport completamente nuovo, che negli ultimi anni ha conquistato spiagge di tutto il mondo. In pratica ti trovi su una tavola con un foil sotto (un'aletta che genera portanza come un'ala d'aereo), e in mano tieni una 'wing' un'ala gonfiabile che sfrutta il vento.
Quando la velocità aumenta, la tavola si alza sull'acqua e inizi a planare nell'aria, pochi centimetri sopra la superficie.
Il feeling? Impossibile descriverlo completamente. Chi lo prova dice che è come surfare il vento.
Le 3 componenti del wing foil
La wing: l'ala gonfiabile che tieni in mano. Raccoglie il vento e ti dà propulsione. Esistono misure diverse più grande per vento leggero, più piccola per vento forte.
La tavola: solitamente larga e stabile, progettata per far partire il foil con facilità. Col tempo si usano tavole sempre più piccole.
Il foil: la parte magica. È composto da un mast (il palo verticale), una fusoliera e due ali (front wing e stabilizzatore). Genera la portanza che ti fa volare.
Perché è esploso così tanto?
Fino a qualche anno fa il wing foil era roba da professionisti con budget importanti. Oggi la tecnologia è migliorata, i prezzi sono scesi e le attrezzature entry-level sono molto più accessibili e facili da usare.
In più, il wing foil funziona con venti leggeri (bastano 10-12 nodi per iniziare a planare) e non richiede onde: un lago, una baia o qualsiasi specchio d'acqua con un po' di vento è tutto quello che ti serve. Rispetto al kitesurf è molto più compatto e sicuro da gestire.
Non hai linee lunghi 20 metri l'ala la tieni in mano, puoi lasciarla in qualsiasi momento.
Rispetto al windsurf è più leggero e intuitivo nelle manovre.
È difficile impararlo?
Più o meno come qualsiasi sport d'acqua con una componente 'volo'. La curva di apprendimento iniziale è ripida: fare i primi metri in equilibrio sulla tavola con l'ala in mano non è semplicissimo. Ma una volta che il corpo capisce la meccanica, i progressi arrivano velocemente. La maggior parte delle persone riesce a fare le prime planate in 2-3 sessioni. Arrivare a girare e a staccarsi dall'acqua in modo pulito richiede qualche settimana di pratica costante. Il segreto? Iniziare con attrezzatura adatta ai principianti (tavola grande, wing di misura media) e fare le prime sessioni in acqua bassa con fondo sabbioso.
Chi può farlo?
Praticamente chiunque abbia un minimo di dimestichezza con gli sport d'acqua. Non è necessario aver fatto surf o kite prima, anche se un background in questi sport aiuta molto per la gestione del vento e dell'equilibrio. L'età non è un limite: ci sono ragazzi di 14 anni e sessantenni che lo praticano con grande soddisfazione. Serve però una buona forma fisica di base e, ovviamente, saper nuotare.
Se vieni dal surf o dal SUP, avrai già la base di equilibrio sulla tavola. Se vieni dal kite o dal windsurf, conosci già come leggere il vento. In entrambi i casi sei avvantaggiato ma si impara anche da zero.
Pronto a provare?
Il nostro consiglio è sempre lo stesso: prima di comprare qualsiasi cosa, fai una lezione introduttiva con un istruttore certificato. Ti permette di capire se lo sport fa per te senza investire centinaia di euro in attrezzatura. Nei prossimi articoli ti parliamo di come scegliere l'attrezzatura giusta per iniziare e di come migliorare le tue sessioni da intermedio.
