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KITESURF: LA STORIA DEL KITESURF

Kitesurf: la Storia del kitesurf
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Kitesurf: la Storia del kitesurf
Kitesurf: la Storia del kitesurf
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Kitesurf: la Storia del kitesurf

La storia del Kitesurf è più antica di quello che comunemente si potrebbe pensare, iniziata addirittura agli inizi del XIX secolo e culminata con il brevetto del WInd Powered Inflatable Kite Aircraft (WI.P.I.K.A.). Uno sguardo, seppur sommario, ai brevetti ed alle invenzioni del kitesurf è un modo per capire meglio anche l'attrezzatura di oggi.

Nel 1800 George Pocock, insegnante inglese inventore del “Charvolant” usava acquiloni di grandi dimensioni per spingere veicoli sulla terraferma, sulla neve, sul ghiaccio o sull'acqua, arrivando a progettare per controllare l'acquilone un sistema a quattro cavi, lo stesso usato oggi. E volendo risalire ancora più indietro nel tempo possiamo trovare tracce dell'uso di acquiloni per spostare canoe nella Cina del XII e XIII secolo. Un secolo dopo Pocock, il pioniere dell'aviazione Samuel Cody sviluppò il suo progetto “man-lifting kites” e riuscì nell'impresa di attraversare la manica sostenuto dalla forza di acquiloni.

Decisivo fu negli anni settanta lo sviluppo delle fibre di Kevlar e Spectra che permisero di realizzare cavi per il sistema di controllo degli acquiloni più efficienti. Seguirono vari tentativi e applicazioni della forza generata da acquiloni a veicoli sulla neve o il ghiaccio. Nel 1978 il catamarano “tornado” di Ian Day, sospinto da un'acquilone FlexiFoil superò la velocità di 40km orari!

Ma è solo il 1984 l'anno che generalmente viene indicato per l'invenzione del kitesurf moderno, anno in cui due fratelli della costa atlantica francese, Bruno e Dominique Legaignoux, brevettarono il loro primo progetto di kite gonfiabile a cui stavano lavorando già dalla fine degli anni 70. Lo stesso progetto è stato usato in seguito dalle aziende per sviluppare i loro kites.

Parallelamente ai fratelli Legaignoux, in america altri due fratelli, Bill (progettista di Boeing) e Corey Roeselers, contribuirono allo sviluppo del kitesurf, brevettando il “Kite Ski” ovvero uno sport praticato con sci d'acqua e un kite a due cavi. Verso la fine degli anni '90 gli sci furono sostituiti da una tavola simile ad una surfboard.

Nel 1994 Manu Bertin, surfista francese volò a Maui con un foil kite nel suo bagaglio e fece i suoi primi bordi in kitesurf dalla spiaggia Ho`okipa giù fino a Kanaha Beach Park. L'anno successivo acquisto uno dei prototipi di Legaignoux e nei tre anni successivi a Maui si concentrò sullo sviluppo di quel prototipo. E' in questi anni che Don Montague iniziò a lavorare con Manu Bertin a questi prototipi che ben presto permisero loro non solo di navigare ma anche di risalire il vento e saltare!. Fu allora che anche Robby Naish iniziò ad entusiasmarsi per questo nuovo sport.

Nel 1997 i fratelli Legaignoux segnarono ancora una volta una svolta con il loro progetto “WI.P.I.K.A.” (WInd Powered Inflatable Kite Aircraft), un kite che aveva una struttura costituita da tubolari gonfiabili. L'anno seguente Don Montague e Robby Naish acquistarono la licenza d'uso di quel brevetto. Bruno Legaignoux ha continuato a lavorare al progetto sviluppando in seguito altre innovazioni come il bow kite design (brevettato e poi venduto a molti produttori di vele per il kitesurf).

Nel 1977 speciali tavole direzionali furono sviluppate per il kitesurf da Raphaelles Salles e Laurent Ness. Dal 1988 il kitesurf ha iniziato a diventare uno sport sempre più praticato. Sono nate le prime scuole e nel 1988 si è svolta a Maui la prima competizione di kitesurf, vinta da Flash Austin.

Nel 1999 il kitesurfing è finalmente arrivato anche in Italia, grazie a Robby Naish che si esibì sul lago di Garda con un kite a 2 cavi.

Dal 2000, a causa di numerosi incidenti mortali verificatisi in tutto il mondo, le aziende produttrici hanno iniziato a lavorare sulla sicurezza sperimentando e brevettando sistemi per lo sgancio rapido del kite e per il suo miglior controllo in ogni situazione. Ma questo è anche l'anno in cui vengono commercializzati i primi kite con sistema di controllo a quattro cavi.

Nel 2003 viene brevettato un sistema di sicurezza e controllo del kite basato su 5 linee. Il sistema, messo in commercio l'anno successivo, permetteva finalmente di sganciare il kite in caso di pericolo senza perderlo ma annullandone completamente la potenza. Il sistema era corredato da un sistema di sgancio rapido sul chicken loop.

Nel 2004 l'innovazione prende il nome di Bow Kites (anche noti come FLAT LEI kites ovvero Leading Edge Inflatable kite ad arco piatto in contrapposizione con i LEI Kites anche detti C-Kites). Le principali caratteristiche del Bow Kite design sono: bordo d'uscita concavo, un arco proiettato più piatto e spesso un sistema di briglie lungo la leading edge. Queste caratteristiche permettono di variare maggiormente l'angolo del kite rispetto al vento e quindi di regolare la potenza meglio che con i C-Kite. Questi kite possono in effetti essere depotenziati completamente (si parla anche di total depower) e possono quindi coprire un wind range maggiore rispetto ai C-kite. La possibilità di modificarne l'inclinazione li rende anche più facili da rilanciare una volta caduti in acqua. Ma questi primissimi bow kite presentavano anche notevoli inconvenienti fra cui il rischio di inversione, la minore stabilità in volo, una maggiore pressione sulla barra ed una minore performance nei salti.

La seconda generazione di Flat LEI prodotta a partire dal 2006 si concentrò sulla risoluzione di questi problemi riuscendo ad ottenere un depower quasi totale, facilità di rilancio e buone performances nei salti. Il risultato furono i così detti SLE Kites (Supported Leading Edge).

Il 2008 è un anno di sperimentazioni in fatto di shape, ma anche di inversione di tendenza con il ritorno a kite ad arco sempre meno aperto e che ricordano più o meno da vicino i C Kite. Naish introduce un nuovo design, ispirato al volo degli uccelli e chiamato Sigma per la somiglianza con la lettera greca, mentre F-one propone il Delta design. Raphael Salles, patron di F-one Kites deposita il brevetto dei Delta Kites così chiamati perché secondo la definizione “Questo kite è essenzialmente caratterizzato dal fatto che esso sia configurato in modo da avere una forma delta durante il volo”, brevetto poi utilizzato da moltissimi altri produttori di vele da kitesurf.

La grande maggioranza di ali da kitesurf che si trovano oggi in commercio sono degli IBRIDI che difficilmente possono essere inquadrati in una sola categoria, ma cercano di esprimere il meglio di diverse tipologie: la risposta diretta dei C-Kite, il grande wind range dei Bow kite ecc..

Riferimenti

http://inflatablekite.com/ il sito ufficiale sulle invenzioni dei fratelli Legaignoux http://en.wikipedia.org/wiki/Kitesurfing La voce kitesurfing su wikipedia in lingua inglese http://fr.wikipedia.org/wiki/Kitesurfing La voce kitesurfing su wikipedia in lingua francese http://www.kitesurfingnow.com/ Una ricostruzione della storia del kitesurf

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Autore: Vale

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