Noi di Tabularasateam siamo nati col kite. Oltre vent'anni fa, quando il kitesurf era ancora una roba strana che pochi capivano e ancora meno sapevano fare. Da allora abbiamo accumulato sessioni su sessioni - freestyle, wave, condizioni proibitive, vento forte, onde grosse, spot di tutto il mondo.
Il kite non è per noi uno sport tra tanti. È parte di quello che siamo.
Quindi quando vi diciamo che oggi il wing foil è entrato nelle nostre vite, non è la parola di qualcuno che non ha mai tenuto una barra in mano. È la parola di rider che conoscono entrambi i mondi dall'interno - e che hanno trovato un equilibrio che funziona davvero.
Il kite: spettacolare, dinamico, esigente
Diciamolo chiaramente: il kitesurf è uno degli sport più belli che esistano. Quando le condizioni sono quelle giuste — vento costante, onda che si alza, aquilone che tira — c'è poca roba al mondo che gli sta vicino. I salti, le manovre, la velocità, la potenza.
Uno sport che ti fa sentire vivo in modo brutale e diretto. Ma il kite ha un prezzo. E non parliamo solo di soldi. Per impararlo davvero - non solo per fare qualche bordata, ma per padroneggiarlo in condizioni varie, per sentirti sicuro, per divertirti invece di lottare - ci vuole tempo. Tanto.
Le lezioni iniziali sono solo l'inizio. Poi vengono mesi di pratica per costruire la memoria muscolare, per leggere il vento, per gestire le situazioni inaspettate. Se hai molto tempo libero, se puoi uscire spesso e con costanza, se vivi vicino a uno spot adatto: il kite ti ripagherà ogni ora investita con interessi.
È uno sport che scala in modo straordinario - più sei bravo, più ti diverte, e non finisce mai di sorprenderti. Ma se il tempo libero è un lusso che non puoi sempre permetterti, il kite rischia di diventare frustrante.
Sessioni troppo distanziate non ti fanno progredire abbastanza, e ogni volta che torni in acqua hai la sensazione di ricominciare quasi da capo.
Il wing: la libertà di tutti i giorni
Il wing foil è entrato nelle nostre vite quasi di soppiatto. All'inizio lo guardavamo con curiosità - poi con interesse - poi non riuscivamo più a uscire in acqua senza portarlo.
Il motivo è semplice: il wing possiamo farlo ovunque, soprattutto in estate. Una baia riparata, un lago, uno spot che con il kite sarebbe impossibile.
Setup in dieci minuti, nessuna linea da stendere, nessuna dipendenza da vento forte. Con 12-15 nodi si parte, si foila e ci si diverte.
Per chi ha una vita piena - lavoro, famiglia, impegni - il wing è la risposta. Non chiede di sacrificare mezza giornata per una sessione. Puoi uscire per un'ora e tornare soddisfatto. Puoi portarlo ovunque tu vada in vacanza senza preoccuparti dello spot.
La curva di apprendimento è più gentile, i progressi si vedono prima, e il foiling - quella sensazione di volare sull'acqua a pochi centimetri dalla superficie - arriva in tempi ragionevoli anche per chi parte da zero.
Il foil: non uno strumento, una filosofia
Qui bisogna aprire un capitolo a parte, perché il foil non è semplicemente una componente tecnica - è un modo di stare in acqua che cambia tutto.
Veniamo anche dal surf, da tanti anni. Conosciamo quella sensazione quando prendi l'onda giusta e per qualche secondo il mondo si ferma. Il foil fa una cosa strana e meravigliosa: porta quella sensazione fuori dall'onda. In foil puoi fare una sessione quasi meditativa — acqua piatta, vento leggero, scivoli in silenzio sull'acqua come se stessi planando sull'aria. Una passeggiata in mare, letteralmente. Recuperi energia invece di consumarla.
Oppure, quando le condizioni ci sono, puoi prendere un'onda in foil - e lì il discorso cambia completamente.
L'onda si allunga, si trasforma, dura il doppio o il triplo. Puoi surfare sezioni che in piedi sulla tavola non avresti mai raggiunto. Soprattutto se fai longboard puoi prendere l'onda della vita. Il foil non sostituisce il surf.
E questa è forse la cosa più difficile da spiegare a chi non l'ha mai provato.
Come abbiamo diviso il mare (nella pratica)
Oggi le nostre sessioni sono distribuite più o meno così:
Wing foil: la maggior parte delle uscite, soprattutto in estate. Qualsiasi condizione di vento medio, qualsiasi spot.
Kitesurf: quando le condizioni sono quelle serie. Vento forte, onde importanti.
Surf: sempre, quando l'onda c'è. È dove tutto ha avuto inizio e dove tutto torna.
Non abbiamo abbandonato niente. Abbiamo trovato il posto giusto per ogni cosa.
Quindi: meglio kitesurf o wing foil?
La risposta onesta è: dipende da te.
Ma non nel senso vago e inutile in cui si usa di solito quella frase. Scegli il kite se hai tanto tempo libero da dedicargli, se ti affascina la spettacolarità pura, se vuoi uno sport che ti spinga sempre oltre i tuoi limiti con la forza del vento. Il kite premia chi ci investe davvero — e quando lo fa, lo fa in modo straordinario.
Scegli il wing foil se vuoi divertirti in acqua il prima possibile, se hai uno stile di vita dinamico con poco tempo per sessioni lunghe, se vuoi uno sport versatile che puoi portare ovunque. E soprattutto se ti attira il mondo del foiling - perché il wing è il modo più accessibile per entrarci.
Se poi dopo qualche anno di wing vuoi aggiungere il kite - benvenuto. Troverai che molte cose le sai già.
Il contrario vale anche: molti kiter esperti stanno abbracciando il wing e si trovano benissimo.