PERCHÈ È TUTTO OUT OF STOCK

Cos'è successo all'industria dello skate e non solo

Stai cercando un nuovo surfskate o una nuova tavola da surf, wing o kitesurf ma non trovi niente nei negozi? Stai impazzendo fra preordini, ritardi e mancate consegne?
Purtroppo non sei il solo.

La situazione riguarda un po' tutta l'industria degli sport da tavola, anzi un po' tutti gli sport individuali e anche molti altri settori. E ovviamente riguarda anche i surfskate, introvabili, sempre più costosi e sempre più desiderati.

Cosa sta succedendo?

Dal nostro punto di vista di surfshop online abbiamo assistito da un anno a questa parte all'esplosione della domanda di surfskate.
Tutto è cominciato con la pandemia da Covid 19 ed il primo lockdown.
Le persone, improvvisamente chiuse in casa, si sono rivolte al surfskate come ad una delle poche alternative praticabili per ritrovare le sensazioni del surf anche intorno casa, nei parcheggi, addirittura sui terrazzi. Giuro che ho visto con i miei occhi costruire rampe da surfskate in terrazzo... spero che il parapetto fosse abbastanza alto!!!

Ad appassionarsi al surfskate non sono stati solo i surfisti, sebbene loro siano stati senza dubbio i primi. Il surfskate ha contagiato tantissime persone che non appartenevano nè al mondo del surf nè a quello dello skateboard tradizionale. Papà che facevano un po' di skate da ragazzini ne hanno comprato uno per sè ed uno per il figlio e anche tante mamme si sono fatte contagiare. Gente di tutte le età sulla tavola. Il bello del surfskate è proprio questo! 

Dopo l'euforia iniziale, sommersi dalle spedizioni nel pieno del primo lockdown, ci siamo presto resi conto che qualcosa non stava andando per il verso giusto. Già a giugno dello scorso anno i surfskate hanno cominciato a scarseggiare, le consegne a ritardare e le liste d'attesa ad allungarsi. A luglio c'è chi ha aspettato oltre un mese per avere dei Carver e fra questi anche alcuni Vip, hanno aspettato proprio come chiunque altro.

Abbiamo cominciato a preordinare molto più materiale, ma le consegne hanno cominciato a slittare o saltare del tutto.

E la situazione non è affatto migliorata nei mesi seguenti, anzi. Basti pensare che a Natale molti non sono riusciti a mettere un surfskate sotto l'albero, pur avendolo ordinato per tempo.

Perchè non arrivano i surfskate?

La maggior parte dei surfskate soprattutto la gran parte dei loro componenti (ruote, bushing, cuscinetti) viene prodotta dall'altra parte del mondo, in Cina. 

Slide è un marchio spagnolo che produce in Cina. Outride è un marchio Italiano che produce per lo più in Cina. Triton by Carver produce in Cina. Yow è un marchio Spagnolo e produce i suoi deck nella fabbrica Spagnola HLC, insieme a Long Island e molti altri skate, ma le ruote arrivavano dalla Cina. Carver produce in California, ma non hanno avuto meno problemi degli altri.

Le ragioni sono molteplici e non per tutti sono esattamente le stesse ma alla base dei problemi c'è stato da una parte l'aumento improvviso della domanda e dall'altra l'incapacità dell'industria di farvi fronte sia per la difficoltà di approvvigionamento di componenti e materie prime, sia perchè generalmente questi approvvigionamenti sono pianificati con i preordini molto tempo prima ed i preordini sono fatti sulla base delle vendite dell'anno precedente. E nessuno aveva previsto una simile esplosione della domanda.

Durante il primo lockdown molte fabbriche in Cina si sono fermate del tutto per alcune settimane determinando da subito grossi ritardi nella produzione di componenti. Ma la pandemia non ha inciso pesantemente solo nella produzione.
Le spedizioni sono state da subito il nodo più debole dell'industria con il traffico navale dimezzato, container fermi per settimane nei porti in attesa di imbarcarsi, e naturalmente i prezzi che sono subito schizzati alle stelle. 
Quasi un anno dopo l'inizio dei problemi, ci si è messa letteralmente di traverso anche la nave Evergreen, ciliegina sulla torta di una situazione già estremamente compromessa.

I prezzi delle spedizioni di materiale dalla cina sono aumentati mediamente del 300 - 400%. Questo ha costretto spesso le aziende a rimandare le spedizioni di piccoli lotti per accorparle in un'unica spedizione, in modo da cercare di porre un argine all'impennata dei prezzi delle materie prime e dei componenti. Aumenti che si sono comunque riversati sui prezzi dei surfskate e non solo di questi. 

Molte aziende quando fanno l'ordine di componenti, materie prime o prodotti finiti ad oggi si sentono chiedere dal loro fornitore: Quanto vuoi spendere? Sei disposto a spendere solo 1000€ per la tua spedizione? C'è posto sul cargo che parte fra 3 settimane. Puoi pagare 2000? C'è posto fra 2 settimane. Puoi pagare 3000? La prossima settimana spediamo. 

E anche i produttori che realizzano i loro skate internamente come Yow, devono poi fare i conti con la mancanza di ruote o altri componenti.

Stessa cosa per due delle più grosse fabbriche europee di tavole da surf che hanno visto i tempi di produzione di una tavola passare da 2-3 settimane a 2-3 mesi a causa della difficoltà a reperire resine, fibre eccetera.

La pandemia ha semplicemente reso evidente che un'elevata dipendenza da cose prodotte a mezzo mondo di distanza comporta dei rischi. Le merci si fanno strada dall'Asia all'Europa ed agli Stati Uniti su enormi navi mercantili e l'industria navale sta attraversando una grave crisi: centinaia di migliaia di lavoratori sono ancora bloccati in mare perché le restrizioni ai viaggi in caso di pandemia dei loro paesi d'origine impediscono loro di sbarcare.

In più il modello commerciale per la maggior parte di questa attrezzatura è quello del Just in Time. Ogni anno, o addirittura ogni sei mesi escono nuove collezioni. Non vengono fatti grossi investimenti per tenere in stock quello che l'anno prossimo è già fuori moda. I costi vengono mantenuti bassi tenendo pochissimo a portata di mano e gli scaffali vengono riforniti con prodotti appena consegnati; non ci sono grandi magazzini in Italia e neppure in Europa pieni dell'attrezzatura che stai cercando ma solo grandi centri di smistamento per le merci che arrivano dalla Cina e vengono distribuite ai negozi. Ciò significa che basta poco perchè gli scaffali dei negozi si svuotino rapidamente.

Quando tornerà tutto normale?

Purtroppo non siamo in grado di fare previsioni in questo senso ma l'impressione è che la situazione non sia destinata a risolversi tanto presto

Però dei segnali positivi ci sono.

Alcune aziende hanno iniziato a riflettere sulla loro dipendenza da fornitori esterni, in particolare Cinesi, organizzandosi per riportare la produzione all'interno. E' così che Yow ha appena annunciato di aver avviato la produzione delle proprie ruote in Spagna e che i primi lotti sono ormai pronti. Mentre alcuni artigiani locali si sono organizzati per incrementare le loro produzioni, cercando quantomeno di limitare la dipendenza da fornitori esteri. 

Dove ci porterà tutto questo è presto per dirlo, ma sarebbe bello se ad uscirne rafforzati fossero i piccoli produttori locali.

Nel frattempo cosa facciamo noi come negozio?

Cerchiamo semplicemente di fare quel che ci riesce meglio: vi informiamo su quello che succede. Vi aggiorniamo sulle spedizioni in arrivo, diamo la possibilità di prenotare ciò che state cercando e di disdire la prenotazione quando l'attesa si fa troppo lunga e offriamo alternative.

Buona ricerca a tutti!


COMMENTI

Autore: Vale

Ho incontrato il kitesurf nel 2002 ed è subito stato amore. Qualche anno dopo mi sono avvicinata anche al surf. Quando sono in acqua sono felice e se sei su questo sito probabilmente sai già di cosa sto parlando. Ci vediamo in acqua.