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EVOLUZIONI DEL KITESURF

Come sicuramente tutti avrete già notato, la produzione di kite 2006 si è indirizzata verso due tipologie di vele completamente differenti fra loro: da una parte quelle “classiche”, dall’altra la sperimentazione di forme nuove che richiamano esplicitamente il mondo dei cassonati.

L' innovazione più spinta riguarda proprio questa seconda categoria, cui appartengono vele tipo Nova per Takoon, Crossbow di Cabrinha o One per Ocean Rodeo. Si tratta del connubio fra due tecnologie fin’ora completamente divergenti che ha dato origine a quello che potremmo definire un “cassonato gonfiabile a 4 linee” con incredibili potenzialità a livello di depower ed efficienza (chiedo scusa fin d’ora per la definizione imprecisa ma efficace). Adatte a chi ama navigare e surfare le onde, si tratta di vele molto stabili, con un range di vento impressionante; meno adatte a chi ama sperimentare salti estremi e iper-rotazioni. Ottima la ripartenza dall'acqua facilitata dalla nuova forma della leading edge.

Dall’altro lato, anche le vele per così dire old style, non sono rimaste a guardare.
Ecco allora che l’innovazione per chi preferisce saltare, navigare sganciato con una vela ultra performante fra le mani, viene da F-One 2005, o ancora prima flexifoil, con i loro tips arrotondati.Già Gastra 2004 aveva fatto qualcosa del genere, ma il fatto era passato quasi inosservato fino all'arrivo sul mercato del Mach 5.
Nel 2006 la produzione delle nuove vele “performanti” ha abbracciato questo mutamento. E cosi Naish propone un prototipo con tips arrotondato, Ocean Rodeo realizza la sua vela “estrema” Diablo anch’essa con tip arrotondati, così come Wipika propone Indy. F-one migliora le sue vele e propone Impact nuova vela per “freestyle e wave”.
Insieme ai nuovi profili sempre più aerodinamici, studiati secondo i principi della fluidodinamica e ai bladders sempre più sottili, i tips arrotondati permettono ai rider migliori controlli sulla vela anche a chi piace viaggiare sganciato. Queste ali risultano molto veloci nelle rotazioni, senza cedere niente in stabilità. Sono vele adatte a riders esperti, capaci di assecondarli in ogni manovra.

A questo punto sembra di trovarsi di fronte ad un bivio.
Da una parte chi ama il freeride imboccherà probabilmente la strada di quelli che impropriamente ho definito “cassonati gonfiabili”, dall'altra chi predilige il freestyle seguirà l’evoluzione dei gonfiabili “tradizionali”.
La domanda che sorge spontanea riguarda gli sviluppi futuri ed un’eventuale convergenza delle due tecniche.
Quello che sembra ormai certo è che ci troviamo di fronte a cambiamenti importanti nel campo del kiteboarding. L’incognita resta invece sulla direzione effettiva di questi sviluppi: quale strada sarà seguita dalle case produttrici?
E soprattutto, si tratta di due strade che d’ora in poi correranno parallele, o sono destinate ad incrociarsi nuovamente?

In ogni caso le contaminazioni ci saranno e forse proprio da queste nascerà una nuova generazione di vele… ma ora mi sa che sto correndo troppo!


COMMENTI

Autore: Sergio

Ho iniziato la mia avventura con gli sport da tavola nel 1995 con lo snowboard. Nel 2002, durante una giornata al mare, ho visto per la prima volta fare kitesurf ed è stato amore a prima vista. Dopo anni alla ricerca di vento e onde mi sono deciso di fare un corso di SURF ed adesso la passione che ho per il kite si è allargata anche al SURF. Sono sempre alla ricerca dell'onda in Italia e all'estero e quando non posso surfare faccio Skate per migliorare il mio stile. Il mio desiderio.... riuscire a tramandare le mie passioni anche a mio figlio..

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