HYDROFOIL KITEBOARD DIY

Come convertire il surfino in foilboard

Avevo iniziato a scrivere questo articolo quasi un anno fa, quando Sergio dopo aver rotto uno dei suoi surfini preferiti aveva deciso di aggiustarlo e convertirlo all'hydrofoil. Poi si sa come vanno queste cose. Il tempo fino a qualche settimana fa era una merce rara. Adesso che improvvisamente ci ritroviamo con molto più tempo e molte meno occasioni per impiegarlo, sono finalmente riuscita a finirlo, nella speranza che possa tenervi impegnati qualche pomeriggio con un po' di fai da te.

Convertire un surfino in foilboard può essere un'ottima soluzione per avvicinarsi all'hydrofoiling risparmiando qualcosa. La maggior parte delle persone che si avvicinano all'hydrofoil inizia proprio così.

Per convertire un vecchio surfino in foilboard ci sono 2 modi: il primo è molto semplicemente attaccando una placca foilmount alla tavola. Personalmente però non amiamo molto questa opzione. Sappiamo benissimo che si tratta di una soluzione ampiamente testata e anche con successo... però l'idea di attaccare un hydrofoil con dell'adesivo non riesce a farci dormire sonni tranquilli. 
Il secondo metodo è quello di cui vi parleremo in questa guida e consiste nel convertire la vostra surfboard aggiungendo una scassa per hydrofoil.

Premetto che l'operazione non è semplicissima se siete completamente a digiuno di riparazioni in resina o se almeno non avete un minimo di manualità nel fai da te. Ma se già vi è capitato di lavorare con resina e fibra e avete un minimo di manualità ecco quala nostra guida passo per passo per trasformare qualsiasi vecchio surfino da kitesurf in una foilboard, montando un hydrofoil box.
Alcune considerazioni prima di iniziare: la prima è che vi consigliamo di usare un surfino da kite piuttosto che una vecchia tavola da surf, magari più economica da reperire, ma probabilmente meno resistente. Infatti i surfini da kitesurf hanno in genere ha una costruzione più resistente che non guasta considerando che le sollecitazioni del foil non sono da sottovalutare. La seconda considerazione è che noi avevamo un surfino tradizionale, ma se ne avete uno compatto da adattare è anche meglio. 

Il primo passo quindi è individuare una tavola adatta da convertire in foilboard.
Il vostro vecchio surfino da kitesurf andrà benissimo. Se non ne avete uno da sacrificare reperitelo in qualche mercatino.  Mi raccomando di sceglierne uno che abbia la possibilità di montare le strap. Diversamente dovrete aggiungere i tasselli per montarle perchè le straps all'inizio sono fondamentali con l'hydrofoil. 

Importante: non usate il vostro surfino preferito, per le onde o per il freestyle che sia... uscirà abbastanza appesantito da questa operazione, e anche se non in modo drammatico il peso sulla poppa poi si fa sentire quando usate la tavola senza il foil...

Occorrente

1. Surfboard
2. Box per foil (noi ne abbiamo comprato uno su www.gong-galaxy.com)
3. Fresa e se ce l'avete anche un Dremel (non è indispensabile)
4. trincetto
5. Resina epossidica
6. fibra di vetro e/o fibra di carbonio
7. Addensante
8. spatole in plastica
9. stucco da carrozziere
10. levigatrice orbitale (non è indispensabile)
11. carta vetrata
12. vernice
13. scotch di carta

La prima cosa da fare è procurarvi un box foil. Ne esistono di vario genere. Vi consiglio di usarne uno completo di polistirolo ad alta densità, perchè la forza esercitata dall'hydrofoil una volta in azione è notevole. Noi lo abbiamo ordinato da GONG, un sito francese di produttori di foil e tavole. Si tratta di un box compatibile con la maggior parte dei foil in circolazione. Integra un supporto in PVC ad alta densità (70 kg/m3) e misura 39cm x 19cm x 3,5cm.

A questo punto segnate il punto esatto in cui inserire il box completo di scasse.
Questa normalmente si posiziona poco sopra le pinne laterali. In linea di massima una posizione più aretrata renderà più semplice la conduzione mentre una posizione troppo avanti sarà più difficile da gestire. In ogni caso la posizione precisa potrà poi essere regolata quando monterete il foil, perchè il Box ha dei binari che permettono la regoalzione della posizione.

Qui noi abbiamo incontrato il primo intoppo. La tavola scelta non aveva sufficiente spazio per inserire il box completo, ma solo per le scasse. Considerando che era una tavola con anima di polistirolo ad alta densità e rinforzi vari ho deciso di procedere senza, inserendo quindi solo le scasse, ma in linea di massima questa non è la soluzione ottimale.

Incidete la tavola seguendo il disegno del box e aiutatevi con il Dremel o con il trincetto per togliere lo strato di fibra.

Scavate con la fresa quanto basta a poter inserire le scasse. Lo spazio dovrà essere un po' più profondo e più largo. Per regolarvi considerate che a lavoro finito la parte superiore delle scasse dovrà essere a filo tavola. Se non avete una fresa è possibile arrangiarsi anche con altri strumenti a mano... cercate solo di essere abbastanza precisi e non sfondare dall'altra parte!

Preparate bene l'area circostante, carteggiando tutta la superficie sulla quale andrete ad inserire la fibra.

Prima di passare alla resinatura ricordate di verificare che le scasse siano ben posizionate ed incollatele in posizione con un po' di resina. Fate anche una prova di montaggio, tenendo presente che dovrà restare uno spazio per la fibra e la resina.

Per quanto riguarda la fibra da utilizzare, qui abbiamo usato un foglio di carbonio da 200 grammi ed uno strato di fibra di vetro da 100 gr/mq. Se però usate il box completo ad alta densità, come consiglio vivamente, potete tranquillamente evitare il carbonio ed usare soltanto 2 strati di fibra da 160 grammi, più eventualmente uno di finitura da 80grammi.

Vi metto qui il link di un kit fibra e resina in vendita su Amazon

A questo punto è il momento di passare alla laminatura con la resina epossidica. Qui stiamo dando per scontato che la tavola su cui state lavorando sia in resina epossidica, perchè così sono la maggior parte dei surfini da kitesurf. In ogni caso anche se invece fosse in poliestere è possibile usare senza problemi la resina epossidica, ma non il contrario.
Prima di farlo preparate le scasse proteggendole con lo scotch, in modo da evitare che la resina possa accidentalmente intasarle.

Se non avete mai usato la resina prima, vi consiglio di documentarvi un po' su youtube prima di mettervi al lavoro. Non è particolarmente difficile ma ci sono cose da sapere come il rispetto dei corretti rapporti, tempi, temperature di utilizzo ecc per evitare di fare pasticci... Fra le varie cose ricordo che è importante lavorare con una mascherina (se ne avete di questi tempi!), meglio se all'aperto. Inoltre anche la temperatura è importante. Se lavorate all'aperto scegliete una giornata di sole per far attivare la reazione e ottenere l'indurimento completo.
Non è necessario fare il sottovuoto.

Una volta raggiunto l'indurimento completo lasciate passare ancora almeno un giorno e iniziate a carteggiare. Se avete una levigatrice orbitale potete usarla, altrimenti carta vetrata e olio di gomito!

Rifinite con stucco da carrozzieri e verniciate. Noi, visto che la nostra era ridotta particolarmente male ed era stata già verniciata a pezzi in seguito a diverse piccole riparazioni, abbiamo deciso di riverniciarla tutta di un altro colore, ed ecco il risultato finito.

 

 


COMMENTI

Autore: Vale

Ho incontrato il kitesurf nel 2002 ed è subito stato amore. Qualche anno dopo mi sono avvicinata anche al surf. Quando sono in acqua sono felice e se sei su questo sito probabilmente sai già di cosa sto parlando. Ci vediamo in acqua.