IL KITESURF DALLE ORIGINI A OGGI

Dal 1998 - anno in cui è nato ufficialmente il kitesurf - ad oggi di passi avanti ne sono stati fatti parecchi: proviamo a ripercorrere le tappe principali di questa evoluzione. I primissimi aquiloni usati nel kitesurf avevano due soli cavi, nessun sistema di sicurezza e necessitavano di grande forza (oltre che abilità) per essere manovrati.
L'introduzione di due linee aggiuntive, con la conseguente modifica della forma delle vele è stato il primo passo avanti. Grazie alle due linee in più è possibile controllare il profilo della vela nel vento aprendola o chiudendola per erogare più o meno potenza. Tutto questo grazie ad un semplice sistema di de-power.
Il passo successivo è stata l'introduzione nel kitesurf dei primi rudimentali sistemi di sicurezza per lo sgancio rapido dell'ala in caso di pericolo. Questo purtroppo dopo alcuni tragici incidenti fra cui quello in cui una campionessa della disciplina perse tragicamente la vita durante una competizione internazionale di kite. Prima dell'introduzione dei sistemi di sgancio rapido, in caso di pericolo (ad es. quando il kite andava per un errore fuori controllo) era necessario sganciare manualmente il chicken-loop (l'anello di congiunzione fra la barra e il trapezio). Questo spesso si rivelava impossibile perchè, il kite fuori controllo esercita una trazione tale che è quasi impossibile opporvisi con la sola forza delle braccia. A complicare la situazione vi era il fatto che queste prime vele da kitesurf avevano una spiccata predisposizione ad andare verso la power-zone (zona di massima potenza nella finestra di volo) ad ogni errore di pilotaggio.
I primi sistemi di sgancio rapido erano piuttosto rudimentali (e non sempre funzionavano a dovere) ma fortunatamente si sono evoluti in fretta e ormai sono di serie su tutte le attrezzature.
L'introduzione della 5° linea è stato un ulteriore passo avanti per la sicurezza, forse uno dei più importanti. Questa linea, collegata al centro della leading edge, da una parte rende estremamente semplice rilanciare il kite in caso di caduta in acqua, dall'altra minimizza l'influenza delle raffiche e aiuta il controllo nel vento forte sventando, se necessario, la vela.

Negli ultimi due anni tutte le case produttrici di materiali per il kitesurf hanno lavorato alacremente alla sicurezza e alla ricerca di nuove soluzioni più efficienti... ma andiamo con ordine.

Anzitutto dobbiamo dividere le ali da kitesurf in due grandi famiglie completamente diverse, che rappresentano per certi versi una scelta a priori: Gonfiabili (o PUMP) e Foil (NO PUMP).
Qui prenderemo in esame solamente i kite gonfiabili, tralasciando i Foil che hanno comunque un'ampissima schiera di utilizzatori in mare in particolare con i venti più leggeri, ma soprattutto sulla neve.

I Kite gonfiabili si dividono ad oggi in C-kite, Bow - SLE, Ibridi.
La struttura principale (LeadingEdge e Struts) sono mantenute rigide grazie a delle camere d'aria gonfiate a pressione dette bladders (da qui il nome generico di Pump). Essendo galleggianti è facile rilanciarli dall'acqua. Sono pilotati da un sistema a 4 o più recentemente a 5 linee/cavi.

I C-Kite sono i classici aquiloni che vengono utilizzati per il mare.  Intorno al 2004 e più compiutamente nel corso del 2005 molti dei produttori di Kite hanno lavorato su una caratteristica fondamentale: la sicurezza della barra. In pratica sono stati introdotti sistemi che consentono di annullare quasi totalmente l'azione di trazione del kite in qualunque momento ed in qualunque manovra (detti full depower o anche 100% depower). La spinta è stata data ancora una volta dai francesi fratelli Legaignoux i quali hanno brevettato i così detti Bow-Kite.

I Bow Kite sono caratterizzati dal profilo del bordo d'uscita concavo, un profilo solitamente più piatto e solitamente briglie lungo la L.E. Sono Kite che permettono un range di utilizzo molto più ampio dei C-Kite rispetto alla stessa misura, offrendo una potenza specifica dell'ordine del 15/20% maggiore. Sono anche in grado di assorbire raffiche sostenute di vento grazie al sistema di brigliatura (e quasi sempre di carrucole) così, in pratica sventano di più. Questi kite hanno rappresentato un grande passo avanti per la sicurezza, poiché semplicemente lasciando la barra la potenza del kite si annulla e questo si posiziona a bordo finestra in attesa di nuovi comandi. Tuttavia alcuni aspetti erano ancora da perfezionare e l'evoluzione del mercato ha spinto piuttosto verso il tentativo di conciliare questi vantaggi con quelli del C-Kite i quali restano più maneggevoli, più facili da rilanciare dall'acqua e con un profilo migliore in volo. Sono così nati a partire dal 2006 la seconda generazione di Bow Kite, SLE  e infine i cosìdetti kite ibridi.

Gli SLE (Supported Leading Edge) nascono dallo stesso principio dei BowKite, evolvendone i principi. In genere gli SLE non necessitano di sistemi di carrucole per i back ciò consente loro una risposta (un feeedback) più immediata al rider. Sono pilotati da un sistema di 4 cavi ma qualche SLE usa 5 linee/cavi. Dai Bow Kite hanno ereditato il grande range e la possibilità di annullare quasi completamente la trazione ma il tutto unito ad una migliore manovrabilità.

I Kite Ibridi sono un'ulteriore evoluzione dei C-Kite, nei quali vengono innestati alcuni dei concetti chiave dei Bow e degli SLE per aumentarne la sicurezza, ma senza che questo ne stravolga eccessivamente forma, aerodinamicità e sistema di pilotaggio. Il depower e il range risultano più ampi, mentre il feeling sulla barra non si discosta da quello dei C-Kite. Spesso vengono forniti dalla casa produttrice con la possibilità di essere usati con briglie o con 5° cavo in modo da lasciare al rider la decisione in base alla propria sensibilità. Usati brigliati naturalmente sono più simili ad un SLE e risultano più adatti al vento forte e rafficato, mentre con il quinto cavo sono più adatti al freestyle. Nel momento in cui scrivo questo articolo, questa classificazione delle ali per il kitesurf rappresenta lo stato di fatto... ma sono sicura che ci sono evoluzioni in vista, quindi non resta che aspettare e vedere!


COMMENTI

Autore: Vale

Ho incontrato il kitesurf nel 2002 ed è subito stato amore. Qualche anno dopo mi sono avvicinata anche al surf. Quando sono in acqua sono felice e se sei su questo sito probabilmente sai già di cosa sto parlando. Ci vediamo in acqua.