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KITE TRIP A TARIFA

Il Report del nostro Kite Trip

Ai confini di quello che un tempo era il mondo conosciuto, all’altezza delle colonne d’Ercole, dove il mediterraneo s’incontra con l’oceano e la Spagna sfiora le coste del Marocco c’è Tarifa: una piccola cittadina perennemente sferzata dal vento, dove ogni bar o negozio o ristorante o chiringuito si chiama Levante o Ponente!

Tarifa è una meta mitica, non solo per gli appassionati di storia antica o per i lettori di Paolo Cohelo ma soprattutto per le tribù del vento che arrivano qui da tutta Europa alla ricerca delle condizioni ideali per le loro vele.

Proprio per questo anche noi siamo arrivati fin là, oltre 2500 Km all’inseguimento del vento.

5 agosto 2005 Prima dell’alba – Partiamo con la mia Nissan Micra carica di tavole, vele e pochi vestiti. Partiamo quando è ancora buio, per approfittare delle ore più fresche per il viaggio. Siamo a Montecarlo che non sono ancora le 8: attraversiamo una città ancora addormentata alla ricerca di una brasserie dove fare colazione, ma a quanto pare qui nessuno si alza così presto e dobbiamo arrivare a Nizza per mangiare un “pain au chocolat”. Ripartiamo e adesso alla guida c’è Sergio mentre io mi riposo e mi godo il paesaggio fra un casello e l’altro. Credo sia una delle autostrade più care d’Europa: non si fa che pagare, lanciando le monetine direttamente in dei cestoni fuori dai caselli. Oltrepassiamo Arles e Marsiglia e nel pomeriggio raggiungiamo Leucate. Ce ne accorgiamo perché alla nostra sinistra distinguiamo chiaramente dei kites in aria mentre le colline alla nostra destra sono coperte di mulini a vento. Usciamo dall’autostrada per un breve sopralluogo allo spot. Leucate è un paesino delizioso, dalle casette bianche con le persiane dello stesso colore del cielo. Il vento soffia molto forte ma offshore e le numerose lagune sono riservate ai windsurf, mentre ai kitesurf non resta che il mare aperto. Ripartiamo sconcertati dopo aver letto su una guide des spot presa in un negozio alcuni consigli per uscire in sicurezza: “portare sempre con sé un cellulare, sigillato in un’apposito sacchettino” e “in caso di problemi non abbandonare mai e per nessun motivo la propria attrezzatura, poiché può diventare un salvagente in attesa dei soccorsi”.

Oltrepassiamo il confine nel tardo pomeriggio e siamo nei pressi di Barcellona verso l’ora di cena. Decidiamo di farci forza e proseguire ancora un po’ prima di fermarci a riposare qualche ora, accampati in un’autogril più o meno all’altezza di Tarragona.

6 agosto – Ripartiamo che è ancora notte fonda e oltrepassiamo Valencia alle prime luci dell’alba. La sensazione è di essere ormai vicinissimi, anche se i km da fare sono ancora tanti. Oltrepassiamo Alicante ed una serie interminabile di colline. Siamo a Granada per pranzo, poi Malaga, Marbella, Algeciras… e finalmente verso le 6 del pomeriggio dietro l’ennesima collina ecco una distesa di mulini a vento: siamo a Tarifa! All’ingresso in paese troviamo ad accoglierci un Levante di almeno 35 nodi che quasi ci sposta la macchina. Il primo pensiero va alla taglia delle vele: forse dovevamo comprare una 6mt…

Ci interrompe lo squillo del cellulare: è Stefano che ci aspetta con Elena al bungalow che abbiamo affittato (loro sono arrivati poche ore prima in aereo). Li raggiungiamo, posiamo le valige e Sergio trova persino le forze per festeggiare l’arrivo con un’uscita al tramonto nella spiaggia di fronte al nostro alloggio, mentre io resto in spiaggia a guardarli con Elena: troppo stanca ma soddisfatta. Sergio è al settimo cielo, e a dire il vero con una raffica ci arriva letteralmente… solo che all’atterraggio la tavola cede e si rompe! Cominciamo bene…

7 – 21 agosto. Il nostro soggiorno a Tarifa dura 15 giorni, durante i quali il vento non si fa mai aspettare… anzi! Su 15 giorni 13 sono di kite e di questi almeno 9 sono di Levante, 1 giorno di un anomalo vento da sud caldo e appiccicoso da togliere il fiato e il resto di Ponente (il vento che in teoria dovrebbe essere predominante). Contrariamente a quanto ci aveva raccontato chi era già stato in questi spot il vento era, almeno nella maggioranza dei giorni, tutt’altro che costante: un tira e molla continuo con la barra a cui siamo comunque riusciti ad abituarci; a differenza dei muscoli delle mie spalle e del mio collo che al rientro hanno avuto bisogno di diverse sedute di fisioterapia per riprendersi!

Il nostro bungalow era sulla spiaggia delimitata a ovest dalle grandi dune di sabbia, un paio di km dopo playa de los vaqueros: la spiaggia più grande di Tarifa. Il vantaggio della nostra posizione è che in teoria in quello spot è possibile uscire sia con il ponente che con il levante (entrambi side shore), mentre a los vaqueros il secondo è off shore; dico in teoria perché in pratica il levante entra fin troppo bene in quella spiaggia, soffiando anche fino a 40 nodi e costringendoci a cercare spot un po’ più riparati come Los Canos de Meca e Bolonia.
Daniele e Paloma, i due istruttori del KTS sono stati a tale proposito la nostra salvezza: senza i loro consigli giornalieri sullo spot migliore, ci saremmo dovuti rassegnare a guardare da lontano (perché con 40 nodi anche solo affacciarsi in spiaggia diventa piuttosto fastidioso)i pochi local che da veri duri uscivano con qualunque condizione, manovrando vele di 5mt e collezionando manovre come se si trattasse di un contest.

Oltre al vento che soffia incessantemente giorno e notte, quello che colpisce di Tarifa è il numero incredibile di vele che si possono contare: almeno 200 – 300 vele che colorano la stessa striscia di mare. Un vero e proprio shock per chi come me si preoccupava quando doveva uscire insieme ad altre 20 – 30 vele… ma anche una scuola efficacissima: dopo i primi giorni di panico totale al momento dell’ingresso e dell’uscita dall’acqua, di laschi interminabili o boline esasperate per portarsi sotto o sopra il groppone, gli incroci e le precedenze diventano sempre meno problematici finchè diventa quasi normale vedersi praticamente sorvolare da qualche rider! In questa giungla di linee e traiettorie, le precedenze funzionano più secondo la legge del più forte (chi mostra per primo segni di incertezza cede il passo lascando) che secondo il codice di navigazione… ed è un mistero come possano convivere tutte quelle vele senza scontrarsi (o quasi). Comunque è in mezzo a questo via vai che abbiamo conosciuto la campionessa del mondo: una simpaticissima ragazzina che se incrociavi mentre faceva un 360°, handle-pass, kite-loop, ti sorrideva come se stesse tranquillamente passeggiando in centro (davvero complimenti!).

In definitiva direi che non ci possiamo lamentare per le condizioni trovate… anche se un po’ di ponente in più non avrebbe guastato! Abbiamo navigato in condizioni molto diverse: con il ponente ho usato persino la 14mt mentre gli altri avevano una 16 ma per lo più Stefano usciva con la 8mt, Francesco con la 8 mt, Sergio con la 10 mt nelle prime ore del pomeriggio (leggermente sopra-invelato), e appena calava un po’ la passava a me che potevo divertirmi fino al tramonto, praticamente da sola, dato che tutti si erano già stancati molto prima! Un giorno in cui io non sono uscita Sergio e Stefano hanno montato la 5mt… ma tirava troppo anche quella! Inoltre, per noi abituati alle taglie grandi, una vela così piccola con tutto quel vento diventa davvero estrema!
 

Info utili

Dormire: I Bungalow Tangana (in cui eravamo noi) che si affacciano direttamente sulla spiaggia sono un’ottima soluzione per chi è disposto a qualche sacrificio pur di potersi installare praticamente in spiaggia, ma non è semplice trovarvi posto perché sono solo una decina e vengono prenotati con parecchi mesi di anticipo.

Mangiare: In Spagna si mangia da favola e si spende il giusto, quindi sbizzarritevi! La carne e i salumi la fanno sicuramente da padroni (non potete non assaggiare il famosissimo e buonissimo prosciutto di pata negra), ma anche il pesce non è da meno. E che dire dell’aperitivo? Ce n’è davvero per tutti i gusti fra Moito, frullati, succhi di pomodoro, tinto de verano ecc… Ricordatevi solo che la notte spagnola è lunga ma comincia molto tardi!

Attrezzature: A Tarifa è veramente difficile avere due giornate consecutive senza vento, tuttavia le condizioni non sono costanti, per questo il consiglio è di portare con sé TUTTA la gamma dell’attrezzatura, compresa un’ala molto piccola ( 6mt circa). Nel malaugurato caso di dover effettuare una riparazione alla vela a Tarifa c’è un negozio dove riparano di tutto a prezzi davvero onesti (già testata). I negozi che vendono attrezzature da kite non mancano, anzi fra scuole e negozi ce n’è uno ogni dieci metri. Segnalo fra le tante la scuola KTS che fa corsi di tutti i livelli anche in Italiano e offre il servizio di noleggio attrezzatura.

Risorse in rete: www.tarifa.net il sito da visitare prima di andare a Tariffa per alloggi e molte altre info.
Bungalow Tangana www.ktstarifa.com Kite Tariffa School Mappa di Tarifa guarda la foto di Tarifa dal Satellite (la lunga striscia di sabbia a sinistra è playa de los vaqueros)


COMMENTI

Autore: Vale

Ho incontrato il kitesurf nel 2002 ed è subito stato amore. Qualche anno dopo mi sono avvicinata anche al surf. Quando sono in acqua sono felice e se sei su questo sito probabilmente sai già di cosa sto parlando. Ci vediamo in acqua.