KITE TRIP IN BRASILE

Io ed Elena partiamo da Firenze con TAM nel tardo pomeriggio del 4 di agosto.
Arrivo a Fortaleza la mattina del giorno seguente, senza bagagli, dopo aver fatto scalo a Parigi ed a Rio.
All’aeroporto ci viene a prendere un amico di Cristian Topi, Kiter di Follonica trasferitosi due anni or sono a Paracurù, che ci consegna la macchina noleggiata per tutto il mese per € 600 (macchina e benzina sono gli unici beni che costano in Brasile).
Proprio Paracurù, fiorente cittadina di 2.000-3.000 anime che si trova ad una ottantina di chilometri a nord ovest di Fortaleza, è la nostra prima tappa.
Ci insediamo per una settimana all’hotel tropical, il più confortevole della zona ed anche il più costoso (130 reais a notte con prima colazione – tenete conto che 1 € si cambia a circa 2,70 reais).

Le valige per fortuna ci raggiungono la notte stessa, cosicché la mattina seguente armo kite e tavola e, dopo un abbondante colazione in albergo, ci fiondiamo diretti sullo spot che si trova a quattro chilometri dal centro del paese. Lo spot è raggiungibile via spiaggia con buggy o per strada interna con macchina normale.
Quello che ci appare è il paradiso dei kiters e delle ragazze degli stessi che non amano praticare sport acquatici.
Risporante sulla spiaggia (il padrone è il mitico Kakà) con pratino antistante riparato dal vento e attrezzato con sdraio e ombrelloni e massaggiste. Davanti a noi una laguna naturale con acqua piattissima che si estende per oltre un chilometro protetta dal reef morto. Oltre il reef, onde dai 2 ai 3 metri.

Vi chiederete, ma il vento?
Tutti i giorni è sempre lo stesso (chiaramente nel periodo secco che va da agosto a gennaio): 20-25 nodi side off dalle 8 alle 12; 25-30 nodi side dalle 12 alle 14; 20-25 nodi side on dalle 14 alle 17.
Sono uscito ogni santo giorno con la mia vegas 05 di 8 m e la tavola nobile 05 123x 38. La 12 m non l’ho nemmeno spacchettata.
La laguna, inutile dirlo, con la sua acqua piatta è una palestra.
Le onde quando la marea è in crescita ed il vento side off sono lì solo per essere surfate.
Componente importante è la marea che cambia di una ora e venti minuti ogni giorno: lo spot lavora meglio quando c’è bassa marea, con l’alta marea le onde sono meno regolari ed in laguna diventa choppettosa.
In agosto lo spot non è molto affollato ma mi hanno detto che settembr ottobre si riempie.
Un vero spasso: un paio d’ore di kite, uscita a refrigerarsi o dissetarsi con acqua di cocco o birra gelata, altro kite, scorpacciata di aragoste (6 per 11 €), ancora kite e per finire massaggio al tramonto (1 ora 10 €).
Il paese non è turistico, ci sono due negozi di surf (che però non vendono niente per il kite), un internet point, due ristoranti veramente validi dove si mangia non solo ottimo pesce ma anche della carne spettacolare (mai in vita mia avevo assaggiato un filetto così morbido). Una cena per due difficilmente supera 20 €.

Dopo una settimana decidiamo di spostarci cinquanta chilometri a nord ovest, a Flexeira, piccolo paesino sul mare composto da non più di dieci case e qualche posada. Veniamo ospitati per tre giorni da Cristian nella villa sulla spiaggia affittata per il mese di agosto.
Spot praticamente identico per vento e condizioni a Paracurù, con la differenza che si trova esattamente davanti a casa: in altre parole si arma il kite in giardino, dieci passi e sei in mare. Anche qui, neanche a dirlo, vela unica la 8 m.

Passati tre giorni facciamo rotta per Jericocoara. Il viaggio è abbastanza lungo, percorriamo in circa quattro ore i 250 chilometri per arrivare da Preà il paesino più vicino a Jerì dove è possibile lasciare la macchina e affittare un buggy per fare gli ultimi 10 chilometri lungo mare e sulle dune (la particolarità di Jeri è che è un oasy sul mare con alle spalle il deserto raggiungibile esclusivamente attraverso piste di sabbia).
Anche se decisamente troppo turistica, Jerì, vale la pena di essere vista: piena di negozietti e ristorantini è un posto molto romantico ed al tempo stesso pieno di vita.
Da non perdere le escursioni nelle vicine lagune. La prima notte dormiamo nella pensione Isabel, economica (60 reais a notte) ma decisamente poco confortevole (le stanze sono loculi senza finestre). Alle otto del secondo giorno scappiamo da Isabel per trasferirci nella posada del Capitan Tomas (130 reais a notte con prima colazione). Molto carina e sul mare.
Jerì è la patria del windsurf, per fare kite occorre spostarsi di dieci chilometri nello spot di Preà caratterizzato da vento forte e rafficato con molto chopp. Le onde sono assenti.
Nei due giorni a Jerì il kite viene soppiantato dalle escursioni nelle lagune circostanti (altrimenti diventa un lavoro!).

La mattina del terzo giorno, sveglia di buon ora e ritorno a Paracurù, dove ci tratteniamo per le restanti due settimane nella posada di Michelle (80 reais a notte con prima colazione) proprietario del ristorante più famoso del paese dove si mangiano delle eccezionali escargou alla parigina. La posada anche se non si trova sul mare è vivamente da consigliare: camere nuove, fresche e confortevoli e mega colazione servita in veranda al lato di una enorme piscina.

Altro spot che abbiamo visitato è Cumbuco a 30 chilometri a nord ovest di Fortaleza. Se pur carino non ha niente a che vedere con Paracurù: il vento è meno forte (vela consigliata la 12) e l’acqua è piatta (onda completamente assente).
A Canoa Quebrada (60 chilometri a sud est di Fortaleza) non siamo andati: ci hanno detto che il vento ad agosto è debole (escono con le 14 e 16) ed in oltre viene diretto dal mare. In definitiva lo spot migliore è sicuramente quello di Kakà a Paracurù, credo che al modo sia difficile trovarne uno così completo per condizioni di vento e di mare.

Non date retta infine a coloro che vi dicono che in quelle zone del Brasile occorre stare sempre all’erta: la delinquenza non esiste, le persone sono semplici e molto disponibili. In un mese di permanenza ne noi ne le tante persone che abbiamo incontrato durante il viaggio hanno avuto alcun tipo di problema. Quindi prossima estate tutti a Paracurù.


COMMENTI

Autore: salimba

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