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KITEFOIL: IL FUTURO DEL LIGHT WIND E NON SOLO

Hydrofoil: pro e contro della rivoluzione foil

Kitefoil: il futuro del light wind e non solo
Kitefoil: il futuro del light wind e non solo
Kitefoil: il futuro del light wind e non solo
Kitefoil: il futuro del light wind e non solo

Il vento leggero è da sempre una delle grandi sfide del kitesurf. E' inevitabile: le calde giornate estive con le leggere brezze dagli 8 ai 12 nodi sono quelle in cui tutti ci ritroviamo in spiaggia a sperare che il vento aumenti, cercando e provando di tutto per sfruttare quel poco che c'è e smettere di cuocere sotto l'ombrellone... e quando dico di tutto, lo dico perchè in questi anni ho visto tentare veramente di tutto: dai 2 kite collegati insieme ai cavi di 40 metri!

Qualche anno fa la soluzione sembrava la vela grande. I vari brand hanno realizzato vele da light wind sempre più performanti che promettevano di sfruttare quelle brezze. Ma onestamente navigare con quei bisonti da 17mq non è lo stesso sport. Per quanto performante possa essere, una vela da 17mq è una vela grande, quindi più lenta, più tecnica, meno reattiva divertente.

Personalmente non ho mai creduto che la risposta fosse da cercare nella vela, quanto piuttosto nella tavola. Tavole da race, surfini skimboard... Lo skimboard in particolare mi è sembrato per molto tempo la soluzione ideale. Almeno fino a quando la scorsa estate a lanzatote non abbiamo provato un hydrofoil. Non era certo la prima volta che vedevo una foil board, ma fino a quel momento non mi si era mai presentata l'occasione di provarla.

L'hydrofoil o foilboard è una particolare applicazione dei principi di navigazione dell'aliscafo ad una tavola da kitesurf, ma anche da surf, sup ecc. Il risultato è una tavola che, grazie ad una particolare pinna (o appendice) permette di navigare a circa 80cm sul pelo dell'acqua, riducendo notevolmente l'attrito e di conseguenza il rumore ed aumentando condiderevolmente la velocità. Ecco perchèlL'hydrofoil nel kiteboarding ha ormai preso piede come tavola dedicata non solo al vento leggero ma anche alla velocità ed alle regate, soppiantando ormai le tavole da race in molte competizioni e facendo del foilboarding una disciplina riconosciuta.

Con l'Hydrofoil la navigazione è completamente differente e la sensazione che si ha è veramente di fluttuare nell’aria. Grazie all'attrito notevolmente ridotto non si percepisce più quasi nessun rumore durante la navigazione, inoltre  sia il chop che le piccole onde non hanno più impatto sulla tavola e non vengono più percepiti. Non esistono più gli schizzi sul viso nè le continue sollecitazioni sulle gambe e sulla schiena dovute ad ogni increspatura del mare. La navigazione si fa incredibilmente fluida, confortevole e con angoli surreali rispetto alla direzione del vento. Con un hydrofoil le distanze si accorciano e le velocità aumentano vertiginosamente.

Dalla loro prima apparizione, all'inizio degli anni 2000, al boom di qualche anno fa indubbiamente sono stati fatti notevoli passi avanti nello sviluppo di queste tavole. Da quando sempre più brand si sono impegnati nella loro produzione di serie, abbiamo visto una rapidissima evoluzione che si è tradotta in maggiore maneggevolezza, stabilità e performance. Oggi in commercio esistono moltissimi modelli di foilboard, ciascuno dei quali con caratteristiche specifiche. Dai foilboard per principiandi a quelli per le competizioni di velocità. E grazie a questa evoluzione dei materiali quelli che sembravano i limiti del foilboard sembrano essersi disintegrati: vento forte ed onde non sembrano più un problema.

Il vento forte è sempre sembrata una controindicazione all'utilizzo di un hydrofoil, ma competizioni disputate con venti di oltre 50 nodi hanno dimostrato come questo fosse più un preconcetto che un effettivo limite tecnico.

Le onde sono l'altro limite "naturale". In realtà onde alte fino a circa un metro non rappresentano assolutamente un problema poichè possono essere passate senza alcuna tecnica particolare: semplicemente restano al di sotto della tavola, e la pinna le attraversa senza quasi percepirle. Navigare con un hydrofoil in presenza di onde più alte è impossibile? No, semplicemente è richiesta un po' più di abilità e tecnica, ma io stessa ho visto navigare a Lanzarote o a Fuerteventura con una foilboard in presenza di onde ben sopra la testa.

I salti sono l'ultimo limite che sembrava impossibile da abbattere, ma anche qui ormai atleti e riders hanno dimostrato che chi la pensava così si sbagliava, e di grosso!

Hydrofoil: solo aspetti positivi? Nessuna controindicazione?

Non esattamente. Purtroppo, come ogni cosa, ci sono dei pro e ci sono dei contro.

Prima di tutto devo essere onesta, dicendovi che navigare con un hydrofoil, all'inizio, non è così semplice come sembra. Se siete principianti nel kitesurf, lasciate perdere. Prima imparate a navigare bene, a destreggiarvi con vela e tavola, possibilmente anche con una direzionale, e poi provate. Se siete già dei rider intermedi o avanzati, non aspettatevi comunque di prendere la tavola e partire, come se niente fosse. L'inizio può essere piuttosto difficile perchè si tratta di bilanciare bene i pesi e prendere confidenza con in movimenti della tavola, anticipandola e riconoscendone il comportamento in modo da evitare che la pinna esca dall'acqua. Questo infatti è, soprattutto all'inizio, il problema principale. La pinna ha la tendenza a voler uscire dall'acqua e la vostra concentrazione sarà tutta nel mantenerla alla giusta altezza, mantenendo una velocità tale da far sollevare la tavola dall'acqua, ma evitando che esca fuori perchè a quel punto la caduta è assicurata. E le cadute, da quell'altezza e alle velocità che facilemente si raggiungono, non sono mai tanto morbide!

Confesso che io la prima volta che ho provato ci ho messo un po' a partire. Non so se per via delle onde o perchè la tavola che mi avevano prestato non mi facilitava, essendo senza strap... mi sembrava di esser tornata a provare le partenze in acqua! Il consiglio è senz'altro di iniziare con le strap e preferibilmente in condizioni di acqua piatta.

Il secondo problema è proprio la pinna (o appendice come molti la chiamano). Fin quando navigate e siete correttamente sopra la tavola, nessun problema. I guai possono arrivare quando cadete sia perchè è facile che durante la caduta la tavola si rigiri e finiate per atterrare proprio sulla pinna, sia perchè dopo una caduta, onde o correnti possono riportare la tavola verso di voi o verso la vela con le conseguenze che vi lascio immaginare. 
Ed ecco perchè è consigliato utilizzare un impact vest ed un caschetto.

Infine la terza controindicazione... il costo. Un hydrofoil ha un prezzo tale da scoraggiare la maggior parte di coloro che vorrebbero provarlo ed il mercato dell'usato non è ancora così fiorente. A questo proposito si potrebbe però considerare che l'acquisto di una foilboard potrà senz'altro farvi risparmiare i soldi di una vela lightwind.

Vi sembra ancora un giocattolo fuori dalla portata delle vostre tasche? Beh potete sempre provare a costruirlo da soli... quello che ho provato io era artigianale e a detta di chi ha navigato con quello e con altri di produzione non si sentiva la differenza... quindi se avete un po' di tempo da dedicare all'impresa e buone doti di bricolage: buon lavoro!

 

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