FACEBOOK | CIAO AREA PERSONALE [ ESCI ]

Materiali

Vale | |

KITELOOSE: MAX GALTA CI RACCONTA IL SUO BRAND

Tavole Italian Custom Made

Kiteloose: Max Galta ci racconta il suo brand
Kiteloose: Max Galta ci racconta il suo brand
Kiteloose: Max Galta ci racconta il suo brand
Kiteloose: Max Galta ci racconta il suo brand
Kiteloose: Max Galta ci racconta il suo brand
Kiteloose: Max Galta ci racconta il suo brand
Kiteloose: Max Galta ci racconta il suo brand
Kiteloose: Max Galta ci racconta il suo brand
Kiteloose: Max Galta ci racconta il suo brand

Ci sono persone che fin dagli inizi hanno lasciato un segno nella storia del kitesurf, contribuito allo sviluppo di questo sport, trovato soluzioni tecnologiche che hanno fatto la differenza. Max Galtarossa è senza dubbio una di queste persone. Il suo nome, da sempre legato a quello dello storico brand kiteloose, è garanzia al tempo stesso di artigianalità e innovazione. In questa intervista Max ci racconta tutto questo, con un entusiasmo ed una passione davvero coinvolgenti! 

Ciao Max, ci siamo imbattuti in questi giorni nel nuovo video di Kiteloose che gira sui social (guarda il video qui) e ci è venuta la curiosità di farti qualche domanda....

Ciao Ragazzi e grazie x le domande!

Kiteloose è stato uno dei primissimi brand a realizzare tavole da kitesurf, e non solo in Italia. Ti va di ripercorrere per noi la vostra storia?

Si è vero..La prima tavola che ho realizzato x il kite risale al 1999, su richiesta di Paolo Silvestri a porto Pollo..Il mio back ground era nella costruzione a livello professionale di tavole da Snowboard e sci, e di Ws per amore … Il kite è arrivato di conseguenza, mischiando le varie tecnologie di costruzione.. Nel 2000 ho realizzato i primi prototipi twin tip con tecnologia e materiali snowboard… So di essere stato uno dei primi in assoluto

Oggi le tavole kiteloose sono 100% Handmade in italy, ma se non sbaglio non è sempre stato così. Un ritorno alle origini?

Si..nel 2002 ho fondato kiteloose con mio fratello Gianvi e Fabrizio, un caro amico.. da li abbiamo sempre unito produzione Custom con quella di serie… sia per i twin tip e sia in seguito per i surf…da Taiwan alla Cina, alla Polonia, al Brasile ed anche in Italia….Ho sempre però mantenuto una parte di tavole custom, che ora sono tornate l'anima portante del business

Handmade & italy non sono parole che si trovano spesso nella stessa frase, se parliamo di kitesurf. Come mai questa scelta?

Nel mio caso è stato naturale, ed il mio prodotto è totalmente handmade in italy, dall’inizio del taglio del blocco di polistirolo, alla chiusura della scatola… faccio tutto io!
Non è semplice, credetemi, ma i clienti soddisfatti sono un gran gas!

Come nasce una tavola kiteloose? Ti occupi personalmente dello shape? E l'idea? I feedback e i test delle tavole?

Attualmente sono molto concentrato su surfini e tavole HydroFoil, meno su Twin tip, ma ho idee che presto proverò anche in quel settore.
Per i surfini mi confronto molto con alcuni miei rider ed amici che hanno la fortuna di uscire spesso…
Il mio sparring partner con cui mi confronto quasi giornalmente è Umberto Mazzola, il Ciola, dal Garda.. un grande uomo e rider… Con lui di solito si parla di un'idea, si sviluppa un prototipo, lo faccio provare ed ascolto i feed back.. più ne ho, da persone diverse, meglio è.. poi cerco di sintetizzare il tutto quando lo provo io…
È fondamentale avere il parere di altri riders, ma è necessario anche sapere come loro surfano, il loro stile ed aspettative… solo così riesco ad avere un quadro completo…
Sul Fronte delle competizioni sto collaborando con Elvis Nunes, che partecipa alle gare internazionali. Lui è di Sal, Capo Verde, ed i suoi consigli e giudizi sul mio lavoro sono molto importanti!
Quando tutti sono soddisfatti e convinti, approved! ..e si presenta sui social ed ai clienti
Per le tavole da HydroFoil seguo lo stesso metodo, solo che qui la discpina si evolve in maniera fulminea!

Un aneddoto? C'è una tavola che hai realizzato con più piacere di altre, o una sulla quale proprio non avresti voluto mettere il tuo nome?

Dico sempre che devo ringraziare Andrea Sterbini, da Roma, che 4 o 5 anni fa mi ha convinto a sviluppare le tavole compatte, che sono diventate la serie Nirvana… Ero convinto, a priori, che non potessero funzionare e che fossero brutte…. Quanto mi sbagliavo… !
Sono bastati 4 bordi in una sciroccata epocale a Torvajanica x capire che eravamo in una nuova dimensione! Facili, veloci, stabili e divertenti! Le uso sempre, le sto sviluppando sempre, e le consiglio sempre, a tutti!! Grazie Andrea!

Parliamo di tecnologia. Riusciresti a spiegarci in poche parole come sono costruite le tue tavole e, se ci sono, le differrenze costruttive rispetto ad una produzione di serie?

Per i surfini uso polistirolo ad alta densità, resine epossidiche molto performanti e tessuti vetro e carbonio per i rinforzi
Sto usando, per primo, un tessuto in carbonio in rete a 45° x rinforzare la coperta : non sono i filamenti di dineema disposti a rombi che si vedono su alcune tavole, questo è vero carbonio, ed il risultato è davvero incredibile.
Cerco sempre soluzioni nuove ed innovative per rinforzare l'area del piede anteriore, che è il punto critico di tutte le tavole… Sto sperimentando in queste settimane una combinazione di due materiali, uno rigido ed uno piu soffice che assorbe gli impatti.. i risultati sono molto positivi
Per le tavole da Hydrofoil invece uso full carbon sandwich, per avere il massimo della rigidità e leggerezza, i due fattori determinanti in questa disciplina

Nel surf da onda è abbastanza comune personalizzare le misure della propria surfboard. Nel kitesurf invece raramente è così... Quali sono le misure che contano in una surfboard per il kitesurf, e quanto contano?

Il volume ritengo sia un dato meno rilevante x il kite, rispetto al surf… Nel nostro sport molto lo fa il kite che toglie parte del nostro peso dalla tavola quando planiamo, infatti usiamo tavole piu piccole rispetto al surf da onda puro
Poi, più il vento è forte, o meno noi pesiamo, meno volume sarà necessario
Vorrei far notare che le misure sono solo un dato relativo, è molto importante valutare outline, spessore dei bordi e tipo, rockerline, larghezza… tutta l'alchimia di queste forme, darà il risultato in quello che noi sentiamo quando proviamo un surf
A mio avviso vedo che si tende ad usare tavole esageratamente larghe perchè reputate più plananti e facili..ma non è propriamente vero.

Tavole TT, surfboard da onda e da freestyle e ora anche foilboard. Una gamma davvero ampia per una produzione handmade. Vuoi parlarcene?

Allora per i twin tip la serie Next, in varie misure, full wood e rinforzi in carbonio a richiesta.. Molto confortevoli perché hanno un flex piu morbido rispetto a quello che si trova sul mercato
Per i surf la serie Nirvana, con la Classica, un passpartout, la Mix, piu ondaiola e dinamica, e la Skate x strapless freestyle
Poi la serie Onda, x wave puro,
La serie Ripper, una tavola particolare e facile, molto veloce e stabile, x onda e freestyle
La FAtty, l'arma da vento leggero strapless
Per le tavole Hydrofoil la nuova gamma vede
Reggae, x strapless riding
Rap x frerride
Rock x race e jump

Parliamo di Hydrofoil. Quale tavola dovrebbe scegliere chi si avvicina a questo mondo per divertirsi nella maggior parte delle condizioni?

A mio avviso per le prime esperienze la tavola non deve essere piccola, diciamo tra i 130 ed i 140 cm di lunghezza e 46 di larghezza con un buon volume.. se troppo stretta tipo race , risulta piu difficile progredire… Vero è che per imparare è davvero fondamentale il piantone giusto
Quando si è abili poi si sceglie la direzione personale preferita.. Ora sembra andare x la maggiore l'uso di tavole strapless molto piccole, 110 - 115 x 45, con piantoni molto generosi, x fare freeride avanzato ed evoluzioni. È una dimensione della disciplina molto divertente in effetti.

In conclusione perchè scegliere una tavola handmade in un settore in cui l'offerta di tavole di serie è davvero ampia. Chi secondo te può trarre maggior beneficio da questa scelta? Solo gli atleti o anche noi comuni mortali?

Io credo che tutti i riders possono trovare lati positivi in un custom, fosse anche solo il piacere di avere un oggetto personale ed sclusivo
Attraverso l'esperienza dello shaper si possono ricevere consigli, sullo shape giusto in base alle caratteristiche fisiche, allo spot frequentato ed all’abilità.. è mio interesse che il cliente sia contento, e cerco di accontentarlo realizzando la tavola che gli permetterà di migliorare e divertirsi da subito.
La tavola che trovi in negozio magari non è proprio quella che è meglio per te in quel momento della tua curva di apprendimento..
Poi il custom è in genere più curato nei materiali, rinforzi e nello shape, rispetto ad una tavola di serie
E certo, un mio cliente, sa sempre dove rintracciarmi al telefono per un eventuale problema, anche a ferragosto!

COMMENTI

Autore: Vale

NEWSLETTER

controllo se ci sono attività collegabili

LEGGI ANCHE...

MERCATINO

CONTATTACI