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KITESURF, SURF E ORDINANZE DELLE CAPITANERIA

Kitesurf, Surf e ordinanze delle Capitaneria

Sfatiamo un luogo comune: l'estate non è la stagione del kite nè del surf.

Arriva l'estate, stagione del sole, del mare, del kitesurf e del surf. O no? 

Il legame fra estate e surf è molto forte nell'immaginario di tutti noi, ma nella realtà spesso le cose stanno diversamente, almeno se vivete in Italia, e per ben due ragioni.

1) Il Meteo. 

Statistiche alla mano, le perturbazioni nel nostro paese arrivano prevalentemente in inverno, autunno e primavera, non in estate. Ne consegue che la maggior parte delle onde surfabili non arrivano in estate ma nel resto dell'anno. Per il kitesurf le cose vanno un po' meglio perché in estate spesso soffiano i venti termici, a volte anche con una discreta intensità, ma le buone notizie finiscono qui. E veniamo al secondo motivo.

2) L'estate è la stagione balneare.

Stagione balneare significa che la maggioranza delle persone vanno al mare, si rilassano in spiaggia, nuotano, e purtroppo questo a volte non si concilia con le attività di chi, come noi, ama vivere il mare diversamente, facendo surf, kitesurf o altre attività. Sulle ragioni di questo conflitto potremmo scrivere pagine e pagine, e ugualmente potremmo disquisire a lungo su come conciliare le diverse esigenze di chi in estate frequenta le spiagge, ma limitiamoci ai fatti: in estate le nostre spiagge sono super affollate: bagnanti, bambini, ombrelloni, baldacchini, venditori ambulanti, di tutto di più e super concentrato. Una vela da kitesurf indubbiamente può rappresentare un potenziale pericolo, cento vele lo sono ancor di più. All'estero non mancano gli esempi virtuosi di convivenza fra bagnanti e surfisti con relativi modelli di regolamentazione, e per la verità anche in Italia esistono esempi in tal senso, ma purtroppo sono solo una minoranza. Più spesso il kitesurf ed il surf sono semplicemente vietati nelle nostre spiagge durante la stagione balneare, o sono permessi in angusti spazi non certo sufficienti a contenere un numero di praticanti in continua crescita. I canali di uscita non sono molti, idem per le spiagge adibite al kitesurf.  

Ma vediamo un po' più in dettaglio come stanno realmente le cose.

Ordinanze di Sicurezza Balneare e Kitesurf

La stagione balneare nel nostro paese è quel periodo dell'anno durante il quale la zona di mare antistante le spiegge è prioritariamente destinata alla balneazione. La stagione balneare inizia quasi ovunque il 1° maggio e termina il 30 settembre. Le date esatte sono stabilite nell'ordinanza di sicurezza balneare, il provvedimento amministrativo emanato dal locale ufficio del corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera competente che regola le attività balneari e di navigazione. E' a questa ordinanza che dobbiamo fare riferimento per la pratica del kitesurf, come di altre attività nelle nostre spiegge in estate.

Nel circondario marittimo di Livorno, ad esempio, il riferimento normativo è l'ordinanza di sicurezza balneare n.51 del 2011. Questa ordinanza disciplina fra l'altro il servizio di salvamento, gli obblighi degli stabilimenti balneari, le zone di mare riservate ai bagnanti ed alcuni divieti in tali aree. Ecco quindi che durante la stagione balneare (1° maggio - 30 settembre) la zona di mare per una distanza di 200 metri dalle spiagge e 100 metri dalle scogliere è prioritariamente destinata alla balneazione. (...) Nelle predette zone di mare, nelle ore comprese tra le 8,30 e le 19,30 è VIETATO: il transito di qualsiasi unità navale, windsurf, kitesurf. (...) 
E' altresì vietato l'atterraggio dei surf e dei kitesurf, nei tratti di arenile in concessione per le strutture balneari. In tali tratti i concessionari, se appositamente autorizzati, devono aver cura di separare tali aree da quelle destinate ai bagnanti. 
Sulle spiegge libere l'atterraggio è consentito qualora non siano presenti bagnanti nella zona di atterraggio. 
E' comunque vietato ai surf e kitesurf di evoluire, laddove consentito, a meno di 60 metri da bagnanti e da unità in navigazione o ormeggiate.
L'ordinanza prosegue definendo le zone in cui è vietata la balneazione:
- nei porti e nel raggio di 100 metri da essi,
- nel raggio di 100 metri da insediamenti industriali quali opere di presa e restituzione acque,
- negli specchi acquei antistanti le foci dei fiumi e dei canali navigabili fino a 50 metri dalla costa,
- fuori dai porti in prossimità di zone di mare in cui sono collocati pontili o passerelle destinati all'attracco di navi passeggeri, per un raggio di 50 metri   
- all'interno dei corridoi di lancio delle unità da diporto, opportunamente segnalati. (le caratteristiche di tali corridoi sono poi specificate in una sezione apposita).

Circondari marittimi differenti hanno in genere regolamentazioni differenti. Ad esempio nel circondario di Viareggio l'ordinanza n.71 del 2015 stabilisce che la zona di mare prioritariamente destinata alla balneazione è di 300 metri, non 200 e l'orario di divieto va dalle 7,30 alle 20,00. Qui però ai natanti a vela con deriva mobile ed ai windsurf è consentito prendere il largo ed approdare anche fuori dai corridoi di lancio, purchè venga mantenuta una rotta perpendicolare alla spiaggia ed una velocità minima, e purchè condotti a mano fino a 100 metri dalla costa.

Molto spesso, oltre all'ordinanza di sicurezza balneare si deve far riferimento anche a specifiche ordinanze della capitaneria per il kitesurf: ne sono un esempio l'ordinanza n. 43 del 2007 del circondario marittimo di Livorno o l'ordinanza n. 31 del 2007 del circondario marittimo di Piombino. Vediamo in sintesi cosa stabiliscono:
- Il kitesurf è vietato ai minori di 14 anni
- Durante la pratica del kitesurf è obbligatorio indossare un mezzo di salvataggio individuale ed un caschetto di protezione. 
- E' obbligatorio dotarsi di un sistema di un dispositivo di sicurezza che permetta l'apertura dell'ala e il conseguente sventamento, mantenendola comunque vincolata alla persona. (Per fortuna tutti i kite di oggi hanno tali sistemi di sicurezza)
- E' obbligatorio munirsi di un attrezzo idoneo a recidere le linee. (il tagliacavi)
- Inoltre è vietato lasciare il kitesurf incustodito, senza aver prima scollegato almeno una parte e riavvolto i cavi sul boma. 
Infine si ripete che nelle zone destinate prevalentemente alla balneazione è necessario utilizzare i corridoi di lancio e si spiega quali caratteristiche devono avere e come devono essere usati.

Purtroppo è impossibile analizzare tutti i casi, spiaggia per spiaggia. In linea di massima però è evidente che durante la stagione balneare, prima di entrare in acqua con una tavola da surf o con un kitesurf, è bene visitare il sito della guardia costiera e cercare l'ordinanza balneare del circondario di competenza per verificare se in una determminata spiaggia sia consentito o meno. Inoltre se è presente uno stabilimento balneare bisogna verificare anche il regolamento affisso al suo ingresso.

Insomma... arriva l'estate: tempi duri per chi fa surf, o kitesurf 

Ecco un elenco non esaustivo di alcune ordinanze sul kitesurf:

Ordinanza kitesurf Livorno
Ordinanza kitesurf Piombino
Ordinanza kitesurf Anzio
Ordinanza kitesurf Palau, sardegna
Ordinanza kitesurf Genova
Ordinanza kitesurf Ancona
Ordinanza kitesurf Viareggio
Ordinanza kitesurf Veneto e allegato A
Ordinanza sicurezza balneare isola d'elba

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Autore: Vale

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