LA STORIA DI CARVER E DEL SURFSKATE

dall'invenzione del C7 al CX

Oggi abbiamo deciso di raccontarvi la storia di Carver e dell'invenzione dei loro famosi truck da surfskate perchè quella dell'azienda Carver è una storia intrecciata con quella del surfskate e perchè è una storia bellissima di come una passione si sia trasformata in un business di successo grazie alla tenacia di due ragazzi.
L'azienda Carver infatti è nata dalla passione per il surf e per lo skateboard di due ragazzini alla ricerca di un po' di divertimento. Due surfisti ostinati ed appassionati che non trovando in giro quello che volevano hanno iniziato a costruirlo con le loro mani, ed ecco com'è andata

1995 NASCE CARVER SURFSKATE

Venice, California, 1995, la storia si ripete. Stesso posto, oltre 30 anni dopo l'invenzione dei primi skateboard, ad opera di surfisti annoiati dall'assenza di onde tipica dei mesi estivi, ci risiamo.
Greg Falk e Neil Carver non riuscivano a darsi pace durante le lunghe giornate estive, per l'estenuante assenza di onde . Nemmeno un'increspatura da longboard, niente. Così, come le tante generazioni prima di loro, si sono diretti con i loro skateboard verso le colline per fare surf su strada. Del resto i quartieri storici di Venice e Santa Monica sono un vero e proprio skatepark fatto di vicoli ripidi e sponde, che sembrano nati apposta per essere surfati, ma mentre si lanciavano su quelle onde d'asfalto non potevano fare a meno di constatare quanto tutto questo fosse diverso dal surf. Certo, erano pur sempre in piedi su una tavola e scivolavano, ma fare uno snap o pompare come sulla parete di un'onda era semplicemente impossibile. I loro skateboard erano troppo rigidi. La sensazione non si avvicinava a quella di una tavola che scivola sull'acqua. 
E allora, come altri prima di loro, hanno prima di tutto provato ad allentare il più possibile i truck, ma l'unico risultato è stato di rendere più instabile e traballante lo skateboard così che le colline sono diventate impraticabili. E poi anche con quei truck allentati, la dinamica della curva era ancora tutta rail-to-rail, simmetrica dal naso alla coda e sollevare il nose per il tic-tac ad alta velocità in discesa non sembrava una buona idea... era troppo rischioso e quindi si ritrovavano a immaginare quello che volevano, incapaci di ottenerlo con gli skateboard che già esistevano in commercio.

I PRIMI PROTOTIPI DI SURF TRUCK

Ben presto Greg e Neil si sono resi conto che il punto era che almeno il truck anteriore aveva bisogno di girare più di quello posteriore per avvicinarsi alla dinamica di virata di una moderna tavola da surf thruster. 
Hanno così sperimentato varie combinazioni di riser angolati, truck e bushing molto morbidi, ma riuscivano solo ad aggiungere qualche grado di curvatura e la sensazione era ancora troppo lontana da quel che avevano in mente. Quello che mancava era l'oscillazione laterale. Così hanno iniziato a lavorare ad una loro idea e dopo numerosi schizzi, hanno saldato il primo prototipo di truck Carver nel garage abbandonato dietro la casa di Neil... i garage Californiani sono sempre fonte di grandi ispirazioni!
Naturalmente la loro idea non era ancora di commercializzare un prodotto... stavano solo cercando di surfare l'asfalto in mancanza di onde! Ma all'epoca nessuno skate li soddisfaceva e quindi invece di divertirsi con i loro skateboard in collina continuavano a buttare giù schizzi.

Il primo braccio oscillante che hanno assemblato su una tavola da skate non ha funzionato molto bene. Anche su una pendenza moderata era quasi impossibile da guidare... forse perchè, si sono resi conto dopo, avevano invertito l'angolo dei cuscinetti! 
Nonostante la manovrabilità goffa, c'era un barlume del movimento che volevano. Tornati in officina, Neil saldò un nuovo truck con l'angolo corretto per i cuscinetti reggispinta e tornarono sulla collina. Finalmente ecco quello che stavano cercando! Per tutto quel mese non hanno fatto altro che continuare a surfare la collina, rompendo molti truck e non solo...

Piano piano la loro tecnica progrediva ma spostandosi su pendii più ripidi, presto si imbatterono nei limiti dei loro prototipi. Per prima cosa, si resero conto che il braccio aveva bisogno di una resistenza a molla che lo riportasse al centro, quindi Greg legò una corda elastica all'estremità del suo truck e lo ancorò alla parte inferiore del deck. Ovviamente era solo una soluzione temporanea per dar loro più tempo di divertirsi sulle colline mentre Neil lavorava su sistemi di molle più compatti.
E mentre il braccio girevole angolato ora inclinava correttamente il deck si accorsero che aveva bisogno di un secondo asse di movimento indipendente e così dopo molti altri mesi di disegni e progetti Neil finalmente entrò in officina per saldare il primo truck con giunto cardanico a doppio perno.

Questo nuovo truck incorporava tutto ciò che avevano imparato dai loro numerosi test in un meccanismo abbastanza compatto. “Il pomeriggio in cui ho testato quel prototipo è stata la prima volta che ho davvero realizzato che questo poteva essere qualcosa di più di un esperimento. Non l'ho nemmeno portato su una collina, ma ho semplicemente girato intorno a un vialetto inclinato a poche porte dal mio negozio, ma è bastato. Ho carvato il cemento liscio, ho girato ed ho pompato di nuovo senza sforzo” racconta Neil. 
“Il meccanismo a doppio asse ha finalmente permesso alla tavola di girare con un angolo di rail variabile, facendomi sentire come se stessi surfando sull'acqua. Sono rimasto fuori su quel vialetto fino a tarda notte a disegnare otto. "

Sebbene la sensazione di surfata fosse già buona, era ancora necessario molto lavoro per trasformarlo in qualcosa di più di un prototipo fatto a mano, ciononostante molti altri skaters di Venice si interessavano a questi nuovi "carving truck", e così Neil e Greg decisero di produrre un loro stampo. 
In quel periodo Neil stava lavorando con una fonderia di alluminio di terza generazione.
Fu così che insieme ad un partner di produzione, Neil e Greg formarono una loro società chiamata Carver.

IL TRUCK C1

In quel periodo Neil ha iniziato a disegnare trucks a braccio oscillante, cercando di combinare il concetto del doppio asse con una molla interna piccola ma potente e regolabile.

Sono stati spesi mesi alla ricerca di tutti i tipi di sistemi a molla alla ricerca di qualcosa che potesse adattarsi al piccolo spazio angusto sotto il truck e resistere ai requisiti pesanti dello skateboard. Inoltre c'era bisogno che fosse regolabile per diversi pesi e preferenze del rider. 
Un altro aspetto importante era che doveva aumentare la resistenza verso le estremità, e doveva oscillare dolcemente senza "clic" nel punto centrale. In pratica ciò di cui avevano bisogno non esisteva ancora.

Le settimane si sono trasformate in mesi mentre Neil cercava di incorporare tutte le esigenze di design in qualcosa che fosse semplice, robusto e di facile realizzazione. Dopo centinaia di disegni e dozzine di prototipi, ha finalmente trovato una soluzione che gli permetteva finalmente di uscire per fare skate senza dover portare con sé una valigia degli attrezzi.
L'intero processo fino a qui aveva già richiesto molto più tempo di quanto chiunque avesse previsto e dovevano ancora concentrarsi sul design delle parti fuse, su come potevano essere realizzate e assemblate al meglio, pur restando leggere e resistenti.

Ma alla fine il nuovo truck era finalmente pronto, è stato soprannominato C1 ed ha ottenuto il primo brevetto.

E finalmente questi truck sono arrivati nelle mani di surfisti e skater.
Il feedback è stato ottimo. Laird Hamilton ha preso una tavola ed è subito riuscito a riportare su ruote il suo stile di surf. Era il suo allenamento di surf perfetto per mantenersi in forma e per cavalcare le onde giganti di Jaws. Hamilton, uno dei più grandi surfisti ed innovatore del surf moderno, ha riconosciuto questa svolta nello skateboard finalizzato all'allenamento al surf.
Carver ha presentato con orgoglio diversi modelli firmati Laird ed avere una tale icona del surf a bordo ha aiutato il giovane marchio a farsi conoscere ed imporsi.
Anche il surfista professionista giapponese Aki Takahama, diventato distributore di Carver, ha sentito il profondo legame con il surf che aveva quando usava il suo Carver, quindi ha portato alcune tavole in Giappone per vedere se qualcuno lì si sarebbe sentito allo stesso modo e la risposta non poteva essere più entusiasta. Il famoso surfista professionista giapponese Mineto Ushikoshi si è unito al team di Carver, aiutando a progettare la sua linea di deck e grafiche ed ha portato in Carver il suo approccio tecnico al surf .
Gli ordini arrivavano più velocemente di quanto Carver riuscisse ad evaderli e presto migliaia di tavole stavano viaggiando attraverso il mare. Con la crescita della scena giapponese, emersero grandi riders e svilupparono il loro stile distintivo di surfskating.

IL NUOVO TRUCK C7 CARVER

Negli Stati Uniti intanto stava arrivando un feedback diverso da quello dei surfisti Giapponesi. I rider americani volevano qualcosa di più stabile, più facile da spingere, più regolabile. Tornato in officina, Neil fabbricò un nuovo prototipo con una molla più lunga, una geometria di rotazione più rigida e un cuscinetto reggispinta più compatto. 
Tutti hanno preferito questa versione, quindi hanno creato ancora una volta nuovi stampi e sono entrati in produzione con quello che finalmente è diventato il C7 di Carver.

IL NUOVO TRUCK C2

Con questo nuovo truck anteriore, il vecchio truck posteriore C2 aveva bisogno di essere riprogettato per tenere il passo. Così hanno preso questo normale truck e l'hanno sottoposto allo stesso processo di progettazione iterativo che hanno applicato agli altri loro truck. Il nuovo C2 è così diventato un po 'più stretto per tornare al centro in modo più positivo. 
Hanno anche realizzato una versione più bassa, il C4, adatto allo skateboard su strada, con una piastra scorrevole rinforzata.

L'IDEA DEL TRUCK CX

Carver aveva creato un set fluido e affidabile di truck per il surf da strada, ma mentre c'erano molti rider che amavano la sensazione fluida del sistema a molla regolabile del C7, altri che volevano un truck più familiare che desse loro comunque una sensazione di surf. Fondamentalmente, un truck più simile ad un truck standard, ma riconfigurato in una nuova geometria in modo da liberare il nose della tavola e comportarsi a metà fra un c7 ed un truck da skateboard standard.

"Ho iniziato a chiamarlo CX perché era ancora un mistero per me, e invece di dargli un numero di modello, ho appena scritto 'X'", ha raccontato Neil. 
Ci ha lavorato per anni, mentre Carver continuava a crescere come azienda.

Dopo quasi cinque anni passati a realizzare prototipi che non funzionavano, sembrava che l'intera idea potesse essere una futile ricerca finchè alcune delle giuste modifiche hanno finalmente portato al primo truck RKP (Reverse King Pin) che ha carvato e pompato, dove tutti gli altri prototipi riuscivano appena a curvare.

Questa geometria era così unica che Carver ha registrato un altro brevetto.

Intanto nel 2007 il riconoscimento del marchio stava crescendo, ma l'azienda stava avendo alcuni problemi interni che sembravano non riuscire a scrollarsi di dosso. 
A quel tempo l'attività era divisa tra la produzione nella fabbrica di Eastside e l'ufficio di progettazione che Neil e Greg gestivano da Venice ma Greg e Neil si sentivano in disaccordo con il modo in cui veniva gestita la produzione e senza una supervisione costante i problemi si presentavano spesso.
La spaccatura tra la fabbrica di Eastside e i designer di Westside alla fine portò l'azienda ad un crocevia. Dopo lunghe trattative, alla fine del 2007 Neil e Greg rilevarono tutte le azioni in circolazione della società e aprirono una loro piccola fabbrica nella città balneare di El Segundo.
Nel 2008 la Grande Recessione colpì duramente e per non affondare cercarono di fare del loro meglio ma in quegli anni e negli anni successivi lo skateboard da discesa, down hill, era il segmento in più rapida crescita, e mentre Carver stava andando molto bene con i surfisti, i downhillers erano tutti concentrati sulla velocità e non avevano interesse per un surfskate. 

IL NUOVO TRUCK CX.4

Il concetto giapponese di Kaizen, che significa "miglioramento continuo", è intessuto nella cultura del marchio, migliorando gradualmente tutto, dalle operazioni aziendali alla progettazione e produzione. E così lo sviluppo del CX è continuato, testando nuovi modi per ottenere maggiori prestazioni dalla loro geometria brevettata.

L'utilizzo di nuovi perni di articolazione di precisione e delle sedi delle boccole regolabili ha contribuito ad accelerare il miglioramento. Questa capacità di microregolare la geometria aumentando gli angoli di sterzata e l'altezza della sede della boccola ha migliorato le prestazioni di questo nuovo CX, tanto che il modello di produzione di quarta generazione, è arrivato a superare in qualche modo le prestazioni del mitico C7! 

Ciò che in passato aveva reso Carver la scelta dei surfisti era stato il loro truck a doppio asse, il C7, ma ormai Carver aveva un altro truck da surfskate più semplice e leggero che pompava altrettanto bene, il CX4.

Sviluppato in tandem con il nuovo CX.4, il nuovo C2.4 è stato completamente ridisegnato per evolversi in un preciso perno che funziona sotto il piede posteriore come una serie di pinne agganciate alla parete di un'onda. L'azione e la fluidità aumentate si abbinano perfettamente al truck anteriore, integrandosi in un mix perfetto di prestazioni che consentono pompate più veloci e curve più strette con tutte le proprietà di aderenza e guida di cui hai bisogno per sentirti veramente come su una tavola da surf.

Sono passati più di 25 anni da quell'estate piatta e Carver è oggi il leader del mercato del surfskate. 
Oggi ci sono numerosi altri marchi di surfskate, in Giappone, in Australia ed anche in Europa, e molti di loro hanno realizzato o cercano di realizzare truck modellati sull'invenzione del C7, con risultati alterni. 
Carver da parte sua continua a realizzare i suoi prodotti da surfskate in America concentrandosi sull'affidabilità e lo sviluppo e la ricerca continua per guidare la progressione in avanti per tutti i riders per l'allenamento del surf e non solo.
"Vedo sempre più persone sulle nostre tavole ora, e posso sempre dire quando stanno cavalcando un Carver dal modo in cui stanno surfando sulle loro tavole", dice Neil. "È una sensazione fantastica vedere quanto si stanno divertendo e sapere che l'abbiamo fatto per loro" aggiunge Greg.

Ed ecco Neil che racconta com'è andata in questo video assolutamente da vedere 

-KSfxTSDiJo

COMMENTI

Autore: Vale

Ho incontrato il kitesurf nel 2002 ed è subito stato amore. Qualche anno dopo mi sono avvicinata anche al surf. Quando sono in acqua sono felice e se sei su questo sito probabilmente sai già di cosa sto parlando. Ci vediamo in acqua.

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