MAGGIE PESCETTO CI RACCONTA IL SUO SOGNO OLIMPICO

Maggie Pescetto, 20 anni, campionessa di Kitesurf hydrofoil, tesserata per lo Yacht Club Italiano, sogna le Olimpiadi di Parigi 2024 nella staffetta con il romagnolo Mario Calbucci.

La competizione Mixed Kiteboarding sarà una delle novità delle Olimpiadi del 2024, uno degli eventi più veloci dei Giochi Olimpici, richiedendo velocità, precisione e lavoro di squadra in gare brevi e intense. Il format è quello della Short Track Relay, una sorta di staffetta maschile - femminile,  nuovo e inedito e si preannuncia molto adrenalinico.

Oggi abbiamo avuto l'occasione di fare quattro chiacchere con Maggie Pescetto, una ragazza solare, tenace ed incredibilmente umile. Una delle ragazze che si stanno allenando duramente per competere ai Giochi... ne è uscita questa intervista che vi suggeriamo di leggere, in attesa di vederla in gara!.

Ciao Maggie, raccontaci com'era la tua vita prima del kitesurf, cosa facevi?

Sono sempre stata appassionata di sport, infatti prima di fare kitesurf mi piaceva provare tutto: ginnastica artistica, atletica leggera, basket, e sopratutto pallavolo che ho fatto per 11 anni.
Per quanto riguarda lo studio invece ho frequentato il liceo linguistico Eugenio Montale e adesso invece sono al secondo anno della triennale alla IULM di Milano dove studio relazioni pubbliche e gestione aziendale.

Quando ti sei avvicinata la prima volta al kitesurf? Ci racconti com'è andata?

Mi ricordo molto bene il mio primo approccio al kitesurf: Avevo all’incirca 14 anni ed ero in vacanza con la mia famiglia in Calabria, a Gizzeria lido, in una spiaggia nota per il vento facile e costante dove si facevano corsi specialmente ai principianti di kitesurf. Mio papà aveva iniziato a fare il corso e io mi ero incuriosita molto, infatti mi ricordo che mentre faceva le lezioni mi sedevo in spiaggia a guardare e cercare di capire come funzionassero gli aquiloni. Mio papà, notando il mio interesse mi ha offerto la possibilità di provare a fare il corso base e io presa dall’adrenalina non vedevo l’ora. Il primo giorno che mi hanno fatto provare mi ricordo che avevo molta paura perché era una sensazione nuova, però con il passare del tempo ho acquisito confidenza e ho capito che non c’era bisogno di avere paura perché avevo controllo del kite.

E la passione per l'hydrofoil com'è nata e quando ?

Mi sono approcciata alla disciplina dell’hydrofoil nel 2019, raggiunti i miei 18 anni. Avevo da poco terminato di gareggiare nella disciplina del TT:R ed ero un pò confusa su quello che avrei fatto dopo. Fortunatamente la federazione ha organizzato un raduno per gli atleti provenienti dalla nazionale giovanile dove hanno messo a disposizione l’attrezzatura necessaria per approcciarsi testare la nuova disciplina. Era molto spaventoso perché questa disciplina raggiunge velocità molto più alte rispetto al twin tip racing per questo inizialmente ero parecchio titubante.
Dopo quest’esperienza, sono stata un mese alle Mauritius in una scuola kite specializzata nell’hydrofoil chiamata “specialised kiteboarding” dove mi hanno insegnato le basi necessarie per avere controllo e per gestire la nuova deriva. In quel mese ho capito la bellezza di questo sport; mi ricordo un momento in particolare, dove stava tramontando il sole, ero da sola in acqua e c’era una tranquillità incredibile, stavo finalmente navigando senza paura e mi sembrava di volare.

Ci parli un po' della tua specialità... a che velocità navigate? Con quanto vento?

Questa disciplina nasce di base per il vento leggero, infatti le mie condizioni preferite sono proprio quelle che vanno dai 10 ai 15 nodi, anche se comunque navighiamo spesso con vento forte, soprattutto nelle regate dove può capitare di gareggiare in condizioni estreme con 30+ nodi. Le velocità variano molto, ma questa deriva é tra le più veloci che ci sono, raggiungendo anche +40 nodi di velocità, motivo per cui le regate durano sui circa 15 minuti in confronto ad altre imbarcazioni dove si svolgono in modo apparentemente più statico.

Non ti fa paura andare così veloce praticamente sospesa in aria?

Ci sono dei momenti dove mi capita di essere un pò spaventata quando mi trovo in vento forte e rafficato, ma alla fine una delle particolarità che rende bello questo sport é proprio la velocità. Bisogna solo imparare a comandarla e gestirla al meglio.

C'è stata una volta in cui hai detto “Qui mi faccio male, meglio se smetto”?

Io sono sempre stata una ragazza un pò timorosa e piuttosto cauta, il che non é stato molto d’aiuto soprattutto all’inizio quando stavo ancora imparando a navigare, spesso mi capitava di cadere e pensare che questo non faceva per me, ma poi ho capito che solo cadendo si migliora e che anche i migliori cadono e questo mi ha dato, e mi da ancora oggi, la motivazione per continuare a provare. Le cadute sono all’ordine del giorno.

In questo momento ti stai allenando per le olimpiadi di Parigi 2024, giusto?

Si, in questo momento il mio sogno ma soprattutto obbiettivo é quello di arrivare alle olimpiadi del 2024, e ho intenzione di continuare a provarci perché ci tengo moltissimo e significherebbe molto per me rappresentare la mia nazione in un evento così importante.

Tu ti stai allenando per la Short Track Relay, una sorta di staffetta. Ci racconti come funziona?

L’idea della staffetta é nuova per tutti, e questo nuovo format sta prendendo forma adesso, infatti quest’anno 2021, le regate tenderanno ad essere sempre più in linea con questo. Il format prevede che una coppia (maschio-femmina) si alterni per completare due giri in un percorso ridotto, rispetto alle regate individuali. L’ordine di partenza è a discrezione della squadra, dopodiché il primo staffettista tagliando il traguardo consentirà al compagno di approcciare alla linea di partenza per completare l’ultimo giro terminando cosi la prova

Quanto ti alleni? Da quanto ti stai allenando, con chi, dove...

Grazie alla grande passione che ho sempre avuto per questo sport mi sono sempre dedicata con grande impegno agli allenamenti. Adesso, che inizia finalmente il triennio olimpico, mi sto organizzando per allenamenti più strutturati. Da circa due settimane mi
trovo in Sardegna ad allenarmi con Mario Calbucci, anche lui tesserato YCI.
Adesso faremo base qui fino alla nazionale a Chia, e poi ci sposteremo dipendendo dalle condizioni e dagli eventi in programma.
Abbiamo in mente molte cose, tra regate ed allenamenti puntiamo a crescere e migliorare molto insieme soprattutto grazie a chi ci supporta e ci aiuta tutti i giorni in particolare lo Yacht Club Italiano di Genova che ci permette di restare due mesi qui a Cagliari ad allenarci con l'assistenza gommone in preparazione del primo evento Nazionale del 13 e 14 marzo a Chia

In bocca al lupo Maggie!!!


COMMENTI

Autore: Vale

Ho incontrato il kitesurf nel 2002 ed è subito stato amore. Qualche anno dopo mi sono avvicinata anche al surf. Quando sono in acqua sono felice e se sei su questo sito probabilmente sai già di cosa sto parlando. Ci vediamo in acqua.