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SNOWBOARD STORY

Se qualche amante delle vette immacolate, del freddo pungente e delle calde felpe con cappucci e tascone, volesse conoscere la storia della tavola compagna di tante avventure, ecco l’articolo giusto.
Intanto ecco la prima certezza cui si dovranno rassegnare anche i puristi più convinti: lo snowboard deriva dal surf.
Quindi che si rassegnino i riders che ai primi raggi di sole primaverile si vestono a funerale: il consiglio è piuttosto quello di un ritorno alle origini con tanto di tavola, onde e un buon contorno di musica reggae!
Ma intanto godetevi la vera storia dello snowboard…

Ecco subito la prima rivelazione: lo snowboard non è nato vent’anni fa ma già ai primi del novecento qualche scriteriato cercava di galleggiare sulla neve fresca con strane tavole…
Ma veniamo ai fatti documentati:

1929 un certo Burchett, costruttore di slitte, attacca dei lacci per i piedi ad una semplice tavola di legno

1963 Popper, ingegnere chimico con tendenze McGuiveriane, crea un nuovo giochino per i suoi pargoli e i loro amichetti. L’attrezzo consiste in una tavola da surf adattata con una lamina e attacchi per le scarpe. Il successo è tale che lo brevettò col nome di Snurfer. In poco tempo lo snurfer fece il giro degli states, fino ad arrivare nelle mani di un quattordicenne di nome Jack Burton Carpenter

1969 Milovitch un ingegnere col pallino del surf (frustrato perché dove abita nevica sempre e la mensa fa così schifo che l’unica cosa decente sono i vassoi… ma solo per surfarci la neve) brevetta la winterstick. L’ingegnere è sulla buona strada, ma il materiale ancora non è quello giusto (resina e fibra di vetro). Troppo costoso.

1977 a circa 10 anni dall’incontro folgorante con lo snurfer ecco che J.Burton entra nella storia, con un modello ispirato dal prototipo di popper ma stretto come un monosci, costruito in legno di acero laminato e dotato di attacchi in gomma regolabili e antisdrucciolo. La cosa gli piacque tanto da trasferirsi nel Vermont, assicurandosi così una buona quantità di materia prima da surfare.

1979 Burton disegna i primi attacchi tipo straps. Lo stesso anno Popper torna a fare l’ingegnere (che è come dire decise di darsi all’ippica dopo la sconfitta da parte di un ragazzino copione).

Negli stessi anni anche un certo Sims (produttore di skate-boardes e tavole da onda) si dedica alla nuova moda e produce lo Ski-boardes che era dotato di (udite, udite…) una pinna centrale, grazie alla quale nel 1981 vince il primo campionato!

1982 Burton alla riscossa. Questa volta l’innovazione la prende a prestito dai materiali usati per costruire gli sci.

Il resto potremmo dire è storia nota.
Piano, piano, migliorano la flessibilità dei materiali, la posizione degli attacchi, la sciancratura delle tavole, fino ad ottenere le tavole che conosciamo oggi a partire dagli anni novanta in poi.

Ma lo snowboard degli anni novanta, dopo la sua affermazione tecnologica ha ancora una sfida da superare: quella della sua accettazione sociale. All’inizio degli anni ottanta, infatti, lo snowboard era vietato praticamente ovunque, e anche dove era ammesso si doveva superare una specie di esame della patente prima di potersi avventurare su una pista da sci.

La diffidenza viene superata col tempo, grazie ai vari campionati del mondo, al moltiplicarsi delle riviste di settore e di video dedicati. Il primo di questi video, Apocalypse Snow è una vera pietra miliare del genere

Nel 1994 lo snowboard raggiunse la definitiva consacrazione entrando a far parte degli sport olimpici.

Alcune delle informazioni presenti nell’articolo sono tratte da snowboardplanet.it

www.snowboaedplanet.it


COMMENTI

Autore: mizio

L'alcool uccide lentamente... Ma tanto noi un s'ha furia!!