SURF TRIP ONDEROAD FRA HOSSEGOR E PAESI BASCHI

la nostra esperienza e consigli utili

Caricare le tavole sul van e partire alla ricerca di onde, senza una meta, senza fretta. Quest'estate lo abbiamo fatto per un surftrip pazzesco nei surf spot simbolo del surf europeo, lungo il più classico degli itinerari on the road che ogni surfista ha percorso o vorrebbe percorrere almeno una volta nella vita... ma molti continuano a ripercorrerlo anno dopo anno senza riuscire a farne più a meno. Come una droga. Perchè quando provi poi è difficile smettere!

Per noi è stata la prima volta. Lo confesso. E già sappiamo che non sarà l'ultima.

Siamo partiti a fine luglio con il furgone carico di tavole da surf, di surfskate ed un po' di attrezzatura da kitesurf.
La mattina della partenza, sembra incredibile, ma non avevamo quasi idea di dove sarremmo andati! Di sicuro sapevamo che volevamo surfare a Hossegor e a Somo, dopodichè pensavamo di scendere in Portogallo per surfare in alcuni spot che conosciamo bene e che amiamo particolarmente.

Prima di partire in molti ci avevano dato consigli sugli spot da surfare, i posti migliori per fermarsi, l'itinerario da seguire... inutile dire che alla fine siamo riusciti a non rispettare quasi nessuna delle poche cose che avevamo programmato!

KITESURF A PLAGE NAPOLEON

La prima tappa l'abbiamo fatta a Plage Napoléon, vicino Beauduc, nel parco naturale regionale della Camargue, appena passato Marsiglia. Le previsioni davano un po' di vento e quindi abbiamo deciso di sfruttare la sosta per un'uscita in kitesurf

Lo spot è uno dei più famosi del sud della Francia. Frequentatissimo non solo da francesi ma anche da tanti Italiani che nel weekend si muovono alla ricerca di spot ventosi.
Vi dico subito che il vento lo abbiamo trovato. Abbiamo fatto kitesurf fino a dopo il tramonto e anche il giorno seguente... ma lo spot era piuttosto differente da come lo avevamo immaginato.
La spiaggia effettivamente è bella grande e con moltissimi van come il nostro parcheggiati direttamente in riva al mare. Ed infatti abbiamo dormito in buona compagnia e praticamente ruote in acqua!
D'altra parte il contesto non era propriamente idilliaco. La spiaggia non è lontano dalla zona industriale e portuale di Marsiglia, quindi alle spalle ci sono fabbriche, ciminiere e ancora fabbriche e in mare è tutto un via vai di petroliere e portacontainer.
Diciamo che con il senno di poi avremmo dovuto proseguire ancora un pochino per raggiungere Beauduc ma purtroppo siamo arrivati tardi per l'ultima corsa della chiatta che serve per attraversare il Rodano da  Salin de Giraud a Port Saint Louis... e quindi sarà per la prossima!

Il pomeriggio seguente, dopo l'uscita in kite ci siamo rimessi in viaggio, direzione Cap Ferret. L'idea infatti era di vederci anche qualche spot in zona Bordeaux per poi scendere verso Hossegor. Per dormire abbiamo fatto tappa a Carcassonne, piccolo paesino super turistico con cittadella medievale con torri, fortificazioni e cinta muraria.

DA LACANAU A CAP FERRET

Il primo spot sull'Atlantico dove ci siamo tuffati è stato Cap Ferret, una stretta lingua di sabbia e foreste di pini che si protende nell'oceano poco a sud di Bordeaux, separando in parte l'oceano dal piccolo Bacino di Arcachon.
Da una parte la spiaggia immensa con i suoi beach break, dall'altra il bacino con gli allevamenti di ostriche. Nel mezzo poche case, qualche piccolo paesino chic, piste ciclabili infinite all'ombra dei pini, poche strade e l'immancabile skatepark.
Tutto il litorale verso nord è un susseguirsi di spot di surf, fra cui il più famoso è Lacanau, poco più su. C'è solo da salire su qualche duna di sabbia e scegliere dall'alto il picco migliore in funzione della marea, delle condizioni e soprattutto dell'affollamento che in estate non è affatto da sottovalutare, anche se, grazie all'immensità delle spiagge, basta aver voglia di camminare per trovarsi un po' di spazio. E la voglia di camminare qui non deve mancarvi perchè dalla strada fra pineta e spiaggia preparatevi a camminare un quarto d'ora prima di riuscire a bagnarvi i piedi!
La spiaggia di Cap Ferret è di una meravigliosa sabbia chiarissima, molto soffice, tanto che quando ci cammini fa una cosa strana che mai avevamo sperimentato prima d'ora... trema ed i piedi nudi affondandoci emettono uno strano suono. La sabbia che suona l'avevamo soprannominata!
Ma più di ogni altra cosa, ancor più della sabbia che suona e delle onde lunghe e sempre presenti, è l'organizzazione delle spiagge che qua è fantastica.
In queste spiagge chilometriche i bagnanti non possono fare il bagno dove vogliono. Le correnti sono forti e non si scherza. Il bagno si può fare solo nei piccoli appezzamenti di mare delimitati dalle bandiere blu sorvegliati da bagnini super efficienti e attrezzati di jeep, moto d'acqua e torrette. Se un bagnante usciva dalle bandierine subito un bagnino gli urlava con tanto di megafono che stava sconfinando nella zona surf e doveva tornarsene nel suo spazio fra le bandierine.
Capite che per dei poveri italiani abituati a farsi rincorrere dalla capitaneria quando fanno kitesurf ed a lottare con ordinanze che vietano il surf entro 200 metri dalla riva, è facile commuoversi!!!

Hossegor – Seignosse – Cap Breton

Eravamo troppo impazienti di visitare Hossegor ed i suoi spot mitici per restare a lungo a Cap Ferret, per cui dopo qualche giorno ci siamo spostati più a sud, nelle Lande Francesi dove poi saremmo rimasti per la maggior parte del tempo.
Le Landes sono un dipartimento francese della regione della Nuova Aquitania. Il paesaggio è più o meno lo stesso. Foreste di pini a perdita d'occhio percorse da fantastiche piste ciclabili, chalet di legno e ville lussuose ma discrete, immerse nel verde.
Hossegor è una piccola cittadina che si affaccia da una parte sul lac d'hossegor, che in realtà non è un lago ma un bacino di acqua salata collegato al mare dove vengono coltivate le ostriche e dall'altra, oltre le pinete si snoda la côte sauvage ovvero un susseguirsi di dune di sabbia che si affacciano sull'oceano.
Qui, come del resto lungo quasi il tratto di costa che si affaccia sul golfo di Biscaglia da Biarritz a Soulac sur Mer, per oltre 200km è tutto un susseguirsi di beach break fra cui i migliori si concentrano proprio nella zona di Hossegor per via della conformazione del fondale che genera le migliori barre tubanti d' Europa e fra le migliori al mondo secondo molti... e nel nostro piccolo troviamo veramente difficile dargli torto!

HOSSEGOR: Surf Spot

In oltre due settimane che ci siamo fermati ad Hossegor abbiamo surfato un po' tutti gli spot, scegliendo ogni giorno in base alle condizioni.

Le Culs Nus è lo spot dove abbiamo surfato più spesso. Indovinate perchè si chiama così... Esatto, è la spiaggia naturista! Non è vietato indossare il costume, né la muta, avrete solo un po' di folclore intorno. Essendo un po' più lontano dal centro città spesso era anche un po' meno affollato. Qui ci sono vari picchi che lavorano diversamente a seconda delle maree e generalmente era possibile trovare un'onda per tutti i gusti, da quelle più ripide e veloci a quelle più morbide e piccole. La mattina fin verso le 11 in acqua c'era sempre poca gente, ma pomeriggio e sera spesso diventava davvero troppo affollato.

Per trovare meno affollamento abbiamo provato qualche spot appena più a nord, come Les Estagnots, vicinissimo a Culs Nus e con condizioni molto simili, o le Penon a Seignosse, ma nelle settimane centrali di agosto la situazione era sempre più o meno la stessa.
Anche più a nord alla Plage del Moliets la situazione affollamento non era diversa. Comunque devo dire che era quasi sempre possibile trovare un picco un po' meno frequentato o sfruttare la mattina per farsi qualche uscita più tranquilla.

Scendendo verso sud si trovano i due spot mitici di La Graviere e La Nord. Rispettivamente lo spot da tubi per eccellenza e quello delle onde giganti. Chiaramente in estate è difficile che le condizioni siano enormi, ma un paio di giornate l'oceano ci ha lasciato intendere cosa può diventare d'inverno... e già per noi era abbastanza!
Una di queste giornate, mentre camminavo verso la spiaggia ho incrociato nell'ordine: un ragazzetto di qualche team che aveva concluso la sua sessione con un occhio nero, un altro che aspettava al punto del pronto soccorso che un medico gli segnasse una radiografia alla spalla ed un terzo con una tavola spezzata a metà sotto braccio...

Ancora più a sud c'è La Sud e Notre Dame che offrono onde più accessibili ai principianti anche quando altrove è più impegnativo, tuttavia essendo proprio vicini al centro e più accessibili anche come livello di difficoltà erano ancor più affollati degli altri.

Più a sud abbiamo provato qualche spot di Cap Breton, come La Piste e Santocha
super suggestivo con i bunker della seconda guerra mondiale che spuntano dalla spiaggia.

Paesi Baschi

Dopo i primi giorni a Hossegor ci siamo spostati verso i Paesi Baschi con l'intenzione di fermarci un po' a Zarautz vicino San Sebastian e poi proseguire per Somo.
Zarautz ci era stato straconsigliato ma una volta arrivati non ci siamo nemmeno fermati. Troppa troppa gente e nessun posto dove poter parcheggiare il furgone. I pochissimi campeggi erano strapieni e comunque abbastanza lontani dalla spiaggia. La cittadina immersa nel caos con macchine in fila ovunque. Abbiamo rinunciato rimandando la visita ad un periodo diverso dell'anno.

A Mundaka abbiamo fatto una deviazione per vedere questo spot mitico, ma ci siamo capitati in un momento di piatta totale e siamo venuti via subito.

SOMO

Ci siamo fermati a Somo per qualche giorno.
La Playa di somo è un'altra bella spiaggia chilometrica che si estende da Somo a Loredo, con picchi sparsi per tutti i livelli. 
Qui abbiamo trovato condizioni abbastanza simili a quelle di Hossegor, con le sue onde lunghe, lunghe, LUNGHE!!!
In quasi una settimana che ci siamo fermati abbiamo trovato onde un po' per tutti i gusti, a volte completamente glassy, a volte un po' ventose. Un giorno abbiamo perfino fatto kitesurf. Anche la misura ha variato parecchio ma in ogni caso anche qui abbiamo sempre surfato.

Da Somo avevamo davanti a noi una scelta difficile. Proseguire per il Portogallo o tornare a Hossegor. Abbiamo scelto di tornare in Francia.
La voglia di proseguire e ritrovare le onde di Peniche era tanta, però Hossegor ha decisamente lasciato il segno e non solo perchè onde così lunghe onestamente non le avevamo mai surfate prima d'ora ma anche perchè ci siamo trovati molto bene.

VAN LIFE

Hossegor così come tutta la Francia è veramente a misura di Van.
E' vero che ormai purtroppo sostare in libera è vietato in città così come nei parcheggi delle spiagge, però una volta capito cosa si può fare e cosa no, la vita in Van qui è davvero molto godibile. Oltre ai campeggi ci sono parecchie aree sosta ben attrezzate dove dormire usufruendo dei servizi, corrente elettrica inclusa, a prezzi bassissimi.
Noi ad esempio abbiamo fatto la tessera per accedere al circuito di aree sosta CAMPING-CAR PARK che consiglio vivamente. Con la tessera che ha un costo di 5€ ed è valida a vita, si può accedere ad ogni area sosta del circuito, pagando il pernottamento che costa in genere sulle 12€ attraverso le casse automatiche H24 .
Da segnalare che fra il 10 ed il 20 agosto qualunque area sosta era sempre piena. O meglio, volendo c'era posto al mattino, ma avendo bisogno di muoverci fra gli spot con il van era inutile entrare ed il pomeriggio si riempivano prestissimo. Il lato positivo era che grazie alla tessera potevamo comunque entrare a piedi per usufruire dei servizi, mentre con il van dormivamo nell'ampio parcheggio antistante in compagnia di molti altri van. Qui naturalmente la polizia non aveva niente da dire, in quanto risultavamo in pratica in attesa di entrare nell'area sosta.

Nei pressi degli spot, i parcheggi sono sempre abbastanza grandi per tutti e gratuiti.
Le spiagge sono tutte libere ma offrono comunque tutti i servizi necessari fra cui docce e servizi sempre puliti ed in ottime condizioni.
Inoltre è possibile entrare con il van nell'enorme pineta a due passi dalla spiaggia fornita di tavolini così da poter mangiare all'ombra. Ma non è consentito parrarci la notte.

In Spagna le cose erano un po' più complicate. Niente aree sosta, solo campeggi ovviamente strapieni visto il periodo e quindi quasi sempre inaccessibili. Parcheggi nei pressi delle spiagge sempre pieni ed a pagamento. Soste in libera anche qui vietate ovunque... abbiamo comunque dormito a Somo fronte spot ma era tutto un po' meno comodo.

SURF

Onestamente onde del genere noi non le avevamo mai viste, mai surfate e mai ci saremmo immaginati che potessero esserci in Europa in piena estate. Eppure abbiamo girato un po'... 
Non eravamo mai venuti prima nelle Lande Francesi e nei Paesi Baschi per paura di trovare troppo affollamento in estate. E poi qui il bello effettivamente è spostarsi in Van e fin'ora noi non ce l'avevamo, quindi avevamo sempre scelto altre destinazioni, magari più lontane, tanto ci andavamo in aereo.

Cosa rende così speciali queste onde? La loro lunghezza sopra ogni altra cosa. Le onde possono essere ripide, veloci, tubanti con partenze verticali, oppure morbide e lente, ma in ogni caso sempre lunghissime... ce n'è di che impazzire per dei poveri surfisti del mediterraneo!

Per quanto riguarda la consistenza noi spostandoci e girando un po' abbiamo fatto surf ogni giorno, più volte al giorno da fine luglio a tutto agosto. Spesso ci dovevamo spostare per trovare onde un po' più consistenti, altre volte per trovare uno spot meno impegnativo. In ogni caso alla fine abbiamo trovato onde di tutti i tipi e per tutti i livelli, incluse onde veramente facili anche per Lorenzo che ha potuto molto spesso venire sul picco con noi, tanto il mare era semplice.

In acqua spesso c'era di tutto. Dalle scuole ai ragazzetti dei club di surf che si allenavano continuamente dando spettacolo. In generale comunque abbiamo trovato un livello molto alto.

Kitesurf

Il vento non è frequentissimo e soprattutto di solito non era abbastanza forte da potersi divertire con il kite, anche considerando che invece le correnti e le onde sono piuttosto impegnative.

Se comunque fate anche kite, conviene portarsi dietro anche l'attrezzatura da kitesurf perchè le spiagge kite ci sono e magari qualche uscita ci scappa. In ogni caso prevedete vele grandi ed eventualmente il foil. 

Maree

Le maree sono notevoli. Parliamo di parecchi metri di differenza fra l'alta e la bassa marea. Ovvio che anche le condizioni del surf sono completamente differenti e non sempre è meglio con la alta o con la bassa... dipende dalla misura delle onde e dallo swell.
Molto spesso con l'alta marea ci sono degli shorebreak assassini..
Quindi fondamentale osservare il mare e scegliere non solo lo spot ma anche il momento giusto e non disperare se in un certo momento sembra che non ci sia onda o che le condizioni non siano adatte al vostro livello... spesso basta aspettare qualche ora e tutto cambia!.

Meteo

Da queste parti l'afa ed il caldo non sono un problema. Al contrario possono esserlo il freddo e la pioggia.
Normalmente le temperature sono sui 25°/27° di giorno. Molto spesso la mattina è nuvoloso e spesso piove la notte e la mattina... qualche volta di più.
Prima di partire un amico ci aveva detto: può piovere per tanti giorni consecutivi, se vedete che si mette al brutto spostatevi. In effetti quando ha iniziato a piovere dopo un paio di giorni di brutto tempo, con le mute bagnate che non asciugavano e le temperature decisamente poco estive abbiamo provato a spostarci andando verso Somo... ma anche lì il meteo era lo stesso, se non peggio... alla fine è sempre lo stesso golfo! Quindi se piove non resta che rassegnarsi.

Muta

L'acqua del mare non è fredda. Solitamente era sui 22° che non sono tantissimi ma nemmeno pochi. Per avere un confronto, dalle nostre parti in estate di solito è sui 24°. Niente a che vedere con il portogallo dove è piuttosto sui 17°...
Nelle giornate di sole volendo si può fare tranquillamente surf in costume, altrimenti una shorty è quasi sempre sufficiente. Solo la mattina presto o nelle giornate più fredde, o per stare in acqua tante ore è consigliabile una 3/2 lunga.
In ogni caso noi ci eravamo portati un paio di mute a testa in modo da averne sempre una asciutta o quasi per la sessione della mattina.

Skatepark

Non si può venire da queste parti senza portarsi dietro uno skateboard. Gli skatepark sono ovunque. Fantastici. Ci sono skatepark in ogni paesino con rampe, pool, pumptrack. E oltre agli skatepark piste ciclabili immerse nelle pinete, fantastiche da percorrere con un surfskate.

Inutile dire che il livello negli skatepark, come in acqua, è alto. Anzi altissimo. Anche solo restare per un po' al margine del park a vedere i bimbetti che sparano manovre aeree è uno spettacolo.

Quindi lasciate un po' di spazio nel vostro furgone per uno skate e per le protezioni, quando lo caricate.  


COMMENTI

Autore: Vale

Ho incontrato il kitesurf nel 2002 ed è subito stato amore. Qualche anno dopo mi sono avvicinata anche al surf. Quando sono in acqua sono felice e se sei su questo sito probabilmente sai già di cosa sto parlando. Ci vediamo in acqua.

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