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WE ARE SNOWBOARDING: QUANDO I RIDER PRENDONO VOCE

We Are Snowboarding: Quando i Rider Prendono Voce

Qualche giorno fa l'International Olympic Committee ha ritardato la decisione d'inserire o meno lo slopestyle nel programma delle prossime Olimpiadi a Sochi, posponendo a giugno la risoluzione finale. L'associazione We Are Snowboarding si dice favorevole a questa decisione, segno del fatto che il comitato olimpico si sta rendendo conto che l'attuale sistema di qualificazione fa acqua da tutte le parti.


Ma che cos'è innanzitutto We are Snowboarding? E' risaputo che in questo momento la televisione, gli sponsor e gli organizzatori degli eventi, sono gli unici a prendere decisioni sostanziali sul futuro dello snowboard. We Are Snowboarding nasce per essere la voce unitaria di tutti gli snowboarder professionisti su scala mondiale, convinti difensori dello snowboard. Membro e precursore di questa novità il leggendario ed agguerrito Terje Haakonsen, in assoluta prima linea nella difesa di questo sport.


Sette dei migliori top riders al mondo si sono ritrovati in un'unica stanza per decidere cosa WAS sarebbe dovuto essere. Fra loro c'erano:


Chas Gouldemond: Arctic Challenge Champion 2011
Mark McMorris: Air and Style Champion Innsbruck 2011
Peetu Piiroinen: 3 Time TTR World Champion (2011, 2010, 2009)
Sebastien Toutant: Air and Style Champion China 2011
Sage Kotsenburg: Winter X Games Bronze Medalist Big Air 2011
Seppe Smits: 2nd Place 2011 Air and Style Munich
Gjermund Braten: 2008 Norway World Rookie Champion
Andrew Mutty: avvocato


Dopo l'assemblea fra i rider si è rafforzata la convinzione che: (riportiamo come il sito indica)


- Siamo riders che attirano le televisioni
- Siamo rider che attraggono grandi somme di denaro agli eventi
- Siamo rider che promuovono lo snowboard con la propria schiena, tavola e caschi
- Siamo quelli che rischiano la propria salute e vita per questo sport
- Siamo determinati ad avere la stessa influenza che ogni industria del settore ha
- Siamo convinti che l'interesse maggiore per questo sport risieda nelle nostre mani. Vogliamo che la nostra opinione sia importante nelle decisioni globali riguardanti organizzazione, programmi, metodi di giudizio, sponsor ed eguali opportunità. Il primo e unico interesse per WAS è lo snowboard."


E' chiaro quindi come l'associazione non condivida il modo in cui lo snowboard si sta evolvendo ad oggi. WAS afferma che questo sport sta perdendo la voce della sua parte più importante ovvero quella dei riders. Questo movimento esiste per tenere uniti i rider visto che solo insieme in un'unica forza potranno essere motivati e cambiare il futuro, riportando alla sua vera essenza lo snowboard.


Ma come compiere un'impresa simile? Quello che WAS intende chiaramente fare è preservare lo snowboard dando voce agli atleti. A breve eleggerà un consiglio amministrativo e definirà internamente gli obiettivi più importanti per gli atleti. Si cercherà di tutelare l'atleta e di lavorare concretamente assieme agli organizzatori di eventi per stabilire un comune obiettivo nei piani futuri. Non meno importante, WAS cercherà di far ritornare divertente lo snowboard.


Se anche noi vogliamo partecipare e dimostrare quanto amiamo questo sport i consigli che WAS ci dà sono chiari. Aiutare WAS a crescere portando a conoscenza della sua esistenza più persone possibili, insegnare a qualcuno a snowboardare e nascondere gli sci a qualche amico! Partecipare a qualche evento e tifare per il tuo rider preferito, fare snowboard un giorno in più di quello che si era fatto lo scorso anno, sottoscrivere il 180 Charter e supportare WAS sempre.


Nel tentativo d'influenzare l’opinione mondiale, arriva quindi un primo successo per We Are Snowboarding. WAS infatti aveva spedito una lettera all’IOC qualche settimana fa, inerente il sistema di qualifica ai Giochi Olimpici. Chas Guldemond, uno dei fondatori di WAS ed uno dei migliori rider al mondo, affermava nella lettera: “Vogliamo un solo tour ed un solo sistema di qualifica. Adesso ci sono troppi conflitti fra le date nel calendario di qualifica. Le conseguenze potrebbero portare a maggiori infortuni fra i rider, colfitti fra le date, un indebolimento generale nella progressione dello snowboard".


In tutto questo Christophe Dubi (IOC Sports Director) è stato estremamente positivo verso il nostro sport dicendo: “questo è quello che i giovani fanno ogni week end, ed è questa la ragione dell’interesse dell’IOC”. Dubi ha inoltre aggiunto che la FIS sta lavorando con vari organizzatori di contest in merito alla questione qualifiche ed entro i primi di giugno IOC e FIS raggiungeranno una decisione definitiva in merito. Non ci resta che attendere. 


Sito internet: www.wearesnowboarding.com
Facebook: www.facebook.com/wearesnowboarding

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Autore: Tabularasa

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