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KITESURF

Guida al kitesurf

Manuale di kitesurfing per principianti

Il Kitesurf: iniziamo con le presentazioni.

Il Kitesurf è uno sport velico abbastanza recente, nato alla fine degli anni novanta come idrido fra aquilonismo da trazione, surf, wakeboard e windsurf. Utilizza la potenza sviluppata da aquiloni (kite) manovrabili per mezzo di un boma cui sono collegati attraverso dei cavi: generalmente quattro, cui se ne può aggiungere un quinto, ma esistono anche versioni a due soli cavi (in particolare i primi esemplari, ed alcuni aquiloni usati nelle scuole). Il kiters indossa una imbragatura (trapezio) a cui è collegata la barra. Ai suoi piedi ha una tavola per planare sull'acqua che può essere bidirezionale o monodirezionale.
Una prima distinzione è fra kite gonfiabili e non. I kites gonfiabili hanno una struttura rigida costituita dalle camere d’aria gonfiabili, che ne impedisce l’affondamento in caso di caduta in acqua, i secondi sono più simili agli aquiloni usati nel parapendio. D’ora in avanti ci occuperemo soltanto dei kites gonfiabili, semplicemente perché sono quelli più usati in acqua e che conosciamo meglio. Il kite viene scelto principalmente in base all'intensità del vento ed al peso del rider. Influiscono sulla scelta anche la tavola utilizzata e l'abilità del rider.
Dalla nascita del kitesurf ad oggi sia i materiali che le tecniche hanno visto un’evoluzione vertiginosa, che ha man mano innalzato i livelli di sicurezza facilitandone contemporaneamente la diffusione presso il grande pubblico. Il Kitesurf non è di per sé uno sport pericoloso, ma può diventarlo facilmente. Non dobbiamo infatti dimenticare che il kitesurf è nato come sport estremo ed in determinate condizioni lo è ancora oggi... Chi pratica il kitesurf è in grado di sperimentare emozioni uniche, in una dimensione sospesa fra cielo e mare. Unico neo del kitesurf, quindi, la sua potenziale pericolosità, che può comunque essere neutralizzata con l'aiuto di un istruttore, un buon corso e poche, ma fondamentali regole di sicurezza. Anzitutto è bene ricordare che il kitesurf non si pratica da soli: uscire sempre con qualcuno garantisce una maggiore sicurezza, oltre che migliorare la vita sociale. Inoltre non è superfluo ricordare che il kiter deve essere in forma fisica ottimale: solo così può essere in grado di fronteggiare ogni situazione.

Kite Spot: dove si pratica il kitesurf

Il kitesurf si pratica in aree, dette spot, scelti per le buone condizioni meteo che in genere vi si rilevano, per la presenza di servizi come canali di uscita, scuole ecc., e per l'assenza di ostacoli naturali o impedimenti di vario genere (come stabilimenti balneari, ordinanze restrittive ecc) E' importante conoscere bene uno spot perché in genere uno spot è praticabile con alcuni venti, ma non con altri. Inoltre in genere nella nostra penisola esistono delle restrizioni alla pratica del kitesurf in determinate spiagge, soprattutto in estate. A questo proposito bisogna sempre consultare le ordinanze della capitaneria di porto. Sul nostro sito trovate un discreto elenco dei principali spot della toscana e dei principali delle altre regioni italiane, oltre a qualche spot d'acqua dolce sul  lago di como.

Come imparare il kitesurf 

Il primo passo che deve compiere chiunque intenda avvicinarsi al kitesurf è la scelta di una SCUOLA adatta dove frequentare un buon corso di kitesurf e apprendere le manovre fondamentali in tutta sicurezza. Individuate le scuole di kite più vicine a voi, prendete contatto con gli istruttori, fategli domande sul programma del corso, dove e come viene svolto, osservate un corso.

Nell'apprendimento del kitesurf le condizioni contano molto. Avere a disposizione una spiaggia ampia, senza ostacoli e non troppo affollata è importante. Questo perché avrete più spazio di manovra e vi sentirete più tranquilli e sicuri.

Altra cosa fondamentale nel kitesurf sono le condizioni meteo. Imparare con il giusto vento (nè troppo forte nè troppo debole) significa imparare in condizioni ideali. Chiaramente quando prenotate un corso non sempre potete sapere come sarà il vento di lì alla fine del corso, però potete informarvi su quali condizioni ci sono generalmente in quello spot e quali sono i periodi statisticamente migliori. Poi dovrete rimettervi al giudizio dell'istruttore che valuterà se è il caso o no di fare il corso in un determinato momento.

Tenete presente che il corso base di kitesurf di solito consiste in quattro lezioni alla fine delle quali non sarete sicuramente kiters provetti ma dovreste almeno essere in grado di proseguire autonomamente nell’apprendimento senza costituire pericolo per voi stessi o per gli altri. Ecco in cosa consiste generalmente un corso base di kite:

1 – Teoria e sicurezza nel kitesurfing: Nozioni fondamentali sul volo del kite e sulle norme di sicurezza.

2 - Il volo del kite a terra: si inizia a far pratica con il kite, in una zona rigorosamente priva di ostacoli. Lo scopo è imparare a far decollare, atterrare e controllare la potenza dell’aquilone, . Gli aquiloni generalmente usati in questa fase sono molto piccoli, a due o quattro cavi, e comunque non sufficienti a generare la trazione necessaria per trascinare una persona

3 - Bodydrag: a questo punto si va in acqua ma ancora senza tavola! In questa fase si sperimenta la trazione in acqua facendo gli stessi movimenti imparati a terra, ma soprattutto si apprende a far ripartire il kite quando cade nell'acqua.

4 - Partenza: finalmente si porta in acqua anche la tavola e si tentano le prime partenze. Il corso di kitesurf solitamente si interrompe a questo punto, lasciando il kiters in equilibrio precario sulla tavola, in grado di fare qualche decina di metri in direzione del vento per poi tornare a piedi al punto di partenza.

La bolina e quindi l'andatura che vi permetterà di tornare al punto di partenza viene appresa generalmente dopo un certo periodo (che può variare in funzione del tempo dedicato all’apprendimento, delle predisposizioni personali e delle condizioni in cui si ha la fortuna o sfortuna di incappare) trascorso a sperimentare lunghi laschi e faticose camminate in spiaggia. È importante durante questi primi tentativi, e finchè non si sono acquisite una certa sicurezza ed esperienza, non usare il kite con vento troppo forte. Da qui in poi è una sfida continua per migliorarsi, inseguendo sempre nuovi traguardi: così il primo salto ed il  primo 360° sono solo il trampolino verso nuovi trick! Solo un’ultimo consiglio: OKKIO alle norme di SICUREZZA!!!

Specialmente all’inizio, quando non sei troppo pratico, vi sono alcune regole per divertirti senza essere un pericolo per te, né per chi ti ammira dalla spiaggia. Eccone alcune (ma prima di iniziare è bene approfondire l'argomento):
1) Scegli una spiaggia ampia, non affollata e senza pericolosi ostacoli; fai stazionare eventuali spettatori alle tue spalle e mai sottovento all’ala.
2) Non sottovalutare la potenza del vento, non alzare l’aquilone mai con vento rafficato e, all’inizio, mai se supera i 20 nodi.
3) Non esercitarti mai da solo. Finito il corso puoi proseguire nella spiaggia dove hai imparato dove un istruttore potrà sempre vederti.
4) Non allontanarti troppo dalla riva, a meno che non ci sia un mezzo di soccorso.
5) Non navigare nemmeno troppo vicino alla spiaggia: per le tue prime cadute meglio l'acqua della sabbia!

KITESURF: L'ATTREZZATURA

Un'attrezzatura da kitesurf completa comprende: il Kite completo di barra, linee e leash di sicurezza del kite; una tavola da kitesurf; un trapezio; l'attrezzatura di sicurezza (giubbotto protettivo e/o galleggiante, casco, taglialinee) e, per ultimo ma non certo meno importante, Muta o lycra a seconda del clima e temperatura. Procediamo ad una rapida carrellata su ciascuno di questi elementi.

IL KITE, AQUILONE o ALA

Prima di parlare di shape e misure ecco un piccolo vocabolario utile per chi si avvicina per la prima volta al kitesurf.
Il kite (che possiamo chiamare anche vela, aquilone o semplicemente ala) è composto da alcune camere d'aria in poliuretano (bladders) che servono a mantenere in forma il tessuto.
Le camere d'aria si distinguono in Leading Edge e Struts. La Leading Edge (LE)  è il bordo di attacco dell'ala, il lato dell'aquilone rivolto verso il vento. Gli struts sono le camere d'aria perpendicolari che aiutano a mantenere teso il tessuto. In genere sono da 3 a 5, ma esistono anche kite senza struts e kite con 7 struts. I bladders devono essere gonfiati alla giusta pressione prima di ogni sessione, e sgonfiati per riporre la vela. Oggi i kite sono dotati di sistema "one pump" cioè tutti i bladders sono collegati fra di loro così che tramite una sola valvola è possibile gonfiarli tutti. Il tessuto (canopy) con il quale si costruiscono gli aquiloni è in genere il Dacron o altro tessuto di polyestere con il miglior compromesso fra resistenza e leggerezza.
I tips sono la parte finale del kite, le due estremità a cui si collegano le linee tramite i pigtail, le cimette che scendono dai tips.
Molto spesso è presente anche un sistema di briglie, più o meno complesso, con o senza carrucole. 

Le vele da kitesurf possono essere distinte secondo il numero di cavi, la costruzione, lo shape.

Kite: Distinzione rispetto al numero dei cavi

AQUILONE A 2 CAVI L’ala è fissata al boma tramite due cavi, ciò permette di agire solamente sulla sua direzione senza possibilità di picchiare o cabrare l’aquilone. Ne consegue una ridotta possibilità di scaricare la potenza di una  raffica improvvisa. Sono generalmente impiegati nelle fasi di primo apprendimento anche se per il suddetto limite sono poco utilizzati.
AQUILONE A 4 CAVI L’ala è fissata alla barra di controllo tramite quattro cavi e dotata del sistema depower,  ciò consente di gestire meglio la potenza dell’aquilone.
AQUILONE A 5 CAVI il quinto cavo è stato uno dei primi sistemi di sicurezza messo a punto per migliorare il depower, la rilanciabilità dall'acqua e in generale la sicurezza della vela. Questa distinzione in realtà oggi è piuttosto superata poichè la grande maggioranza di vele per il kitesurf ha 4 cavi.

Kite: Distinzione rispetto al tipo di costruzione

AQUILONI CASSONATI o FOIL Presentano una struttura a cassoni nei quali l’aria entra automaticamente da alcune finestre, la forma è simile a quella del parapendio, sono potenti e leggeri, ma lenti. Non sono molto usati in acqua perchè quando l’ala cade in acqua è necessario farla ripartire al più presto, altrimenti, sgonfiandosi, l’acqua può penetrare nelle tasche d’aria, impedendo di rialzarla. Vi sono ora sul mercato alcuni modelli dotati di valvole che impediscono all’acqua di entrare nei cassoni.
AQUILONI GONFIABILI Dotati di camere d’aria, gonfiabili con una pompa, sono quelli più adatti ad un uso acquatico, infatti ripartono più agevolmente. Risultano facilmente visibili in caso di bisogno di soccorso e costituiscono un buon salvagente in caso di necessità.

Oggi la stragrande maggioranza di vele utilizzate per il kitesurf è di tipo gonfiabile. I modelli foil sono usati principalmente nello snowkite.

Kite: Distinzione rispetto la forma o shape

Gli aquiloni gonfiabili per il kitesurf vengono oggi generalmente distinti in:

C-Kite si trattava dei kites più diffusi fino all'avvento degli SLE. Sono così chiamati perchè in aria hanno il tipico profilo di una C. Possono essere guidati da un sistema di 4 o 5 linee/cavi. Oggi sono utilizzati da una nicchia di kiters avanzati (freestyler) in quanto, essendo meno potenti se tenuti fermi e con meno inerzia alla rotazione, risultano più facili per questa disciplina, ma potendo raggiungere maggiori velocità di rotazione possono anche dare una più spinta più esplosiva per alcuni tipi di manovre.

SLE (di cui una particolare tipologia è anche i Bow-Kite)
S.L.E. è l'acronimo di Supported Leading Edge e significa che la LeadingEdge (LE) è supportata da un sistema di briglie che ne mantengono una forma più piatta (ma non completamente piana), massimizzando la superficie esposta. Gli SLE possono o no presentare sistemi di carrucole per le back lines ciò ne influenza la risposta (il feedback) al rider: in genere più immediata in quelli senza carrucole. Le principali caratteristiche sono (rispetto ai CKite): wind range più, potenza maggiore e maggior depower.

Kite Ibridi Comparsi dal 2007 perché i progettisti hanno cercato di coniugare la risposta veloce ai comandi dei C-kite con l'elevato depower dei Bow-kite. Oggi è in realtà difficile tracciare una reale netta distinzione tra SLE ed concetto di kite ibridi.

Le ali si differenziano inoltre per l’A.R. Le ali rivolte ai meno esperti hanno l’A.R. basso che rende l’ala più semplice da usare, da settare e da rilanciare dall’acqua. Le con A.R. elevato (da 5 in poi) offrono prestazioni maggiori, ma sono indicate per il kiter esperto. 

Anche il numero di STRUTS può essere un fattore di classificazione delle vele per il kitesurf. Oggi sono molto diffusi i kites a 3 struts, ma sono comuni anche kites con 4 o 5 strut e ne esistono con 2, un solo strut o perfino nessuno.

kite: scegliere la misura

La misura delle vele è misurata in metri quadrati e si riferisce alla metratura reale del kite "disteso e sgonfio" e sul terreno (non è sempre stato così). In commercio le misure dei kites vanno da 4 a 17 mq, ma le più usate vanno dalla 6 alla 12. La misura del kite viene scelta in base all'intensità del vento, al peso del rider e, in seconda istanza, in base all'esperienza del rider ed alla misura della tavola. Questo significa che un kiters di 90kg avrà bisogno di una vela e di una tavola più grandi per planare, di un rider di 60 kg (a parità di condizioni di vento).

KITE: IL BOMA

La Barra, o boma, è lo strumento di comando del kite. La barra ha in genere una lunghezza di circa 50cm che può variare secondo la misura dell'ala. In genere è in alluminio o carbonio, ricoperta da un grip morbido per favorirne la presa.

La barra è collegata al kite attraverso le linee (solitamente 4 linee, qualche volta 5). Le linee che collegano l’ala al boma, sono in Dyneema (per le linee) e in Spectra (prelinee) ed hanno un elevato carico di rottura.  La lunghezza dei cavi generalmente è di circa 25 mt., ma può variare da 15 mt fino a 27 mt. La lunghezza dei cavi influisce sulla potenza e sulla reattività della vela infatti a parità di ala cavo lungo=più potenza, cavo corto=più rapidità di risposta al comando.
Delle 4 linee due si connettono al bordo d'uscita del kite ed all'estremità della barra e sono chiamate back lines,  due al bordo d'entrata del kite e vengono chiamate front lines. Le front line attraversano il centro della barra e si collegano al trapezio attraverso un anello di gomma: il chicken loop.

La barra può scorrere aventi e indietro grazie al sistema di depower che permette di dosare la potenza del kite variandone il suo angolo rispetto al vento. Tirando la barra verso di noi aumentiamo la potenza, rilasciandola sventiamo la vela. All'inizio l'istinto porta molti principianti ad aggrapparsi alla barra in caso di pericolo. Questo purtroppo è l'errore peggiore perchè così facendo il kite acquista potenza. Il primo automatismo su cui lavorare è quello di lasciare tutto in caso di pericolo perchè in questo modo il kite cade a bordo finestra (e smette di tirare).

Il Quick release è  lo sgancio d’emergenza o di sicurezza del kite che permette di liberarsi dalla trazione della vela in caso di pericolo. Esso è posto sopra o lateralmente al chicken loop ed è colorato in rosso. Quando viene usato, il kite rimane collegato al trapezio per mezzo di una sola linea attraverso il leash dell’ala. Azionando il quick release l’ala si distende come una bandiera e non generare più trazione. 
E' fondamentale familiarizzare con il sistema di quick release del proprio kite. Sapere esattamente dove si trova ed essere in grado di afferrarlo ed azionarlo ad occhi chiusi. Trovarlo ed azionarlo deve essere un automatismo e dobbiamo essere in grado di eseguire il movimento istintivamente, in poche frazioni di secondo. Ogni volta che alzate la vostra vela, fate un ripasso, andandolo a cercare con la mano. In caso di pericolo potreste non avere il tempo di riflettere e cercarlo e questa banale abitudine potrebbe salvarvi la vita.
Inoltre è importante controllare periodicamente l'efficienza del quick release perchè la sabbia potrebbe bloccarlo.

Kite leash e quick release del kite leash.  Il leash del kite (da non confondere assolutamente con il leash della tavola) è un cordino elastico, che collega tramite un sistema a doppio moschettone una linea del kite al nostro trapezio. È sempre in dotazione a tutte le ali. Il leash dell'ala consente di non perdere l'ala quando si aziona il quick release. Il leash del kite va sempre agganciato non appena si impugna la barra, prima di alzare l'ala. Il leash dell'ala è a sua volta dotato di quick release che può essere attivato in caso di emergenza, se vogliamo staccarci definitivamente da'ala. 

KITEBOARD

Le tavole da kitesurf si dividono principalmente in direzionali o bidirezionali.

Direzionali: di derivazione surfistica le tavole monodirezionali da kitesurf possono essere progettate per surfare le onde o più semplicemente per il freeride. Esistono poi varianti come skimboard. Le tavole direzionali esistono sia nella variante con straps che senza.

Bidirezionali: (o twin tip) sono le tavole più utilizzate nel kitesurf e anche quelle con cui si impara. Sono molto maneggevoli di dimensioni contenute, adatte al  freestyle; si cambia direzione invertendo semplicemente la direzione dell’ala senza spostare i piedi. Alcune sono dotate di attacchi fissi derivati dal Wakeboard, una sorta di scarponi che tengono il piede ben saldo, usati da kiters per le discipline del freestyle e wakeboard.

Foilboard: sono tavole direzionali con una pinna (foil) progettata in modo da far sollevare la tavola dall'acqua quando si raggiunge una certa velocità.

KITESURF: VENTO E ANDATURE

Per praticare kitesurf è fondamentale riconoscere intensità e direzione del vento. Per misurare l’intensità del vento, cioè la sua velocità, si usa l'anemometro. Per i principianti questo è uno strumento fondamentale, ma con l'esperienza si riesce a valutare l'intensità del vento con buona approssimazione anche senza.

Per quanto riguarda l'intensità del vento, normalmente si naviga con forza 3 / 4, a partire dai 10/12 nodi. Con un'intensità minore diventa estremamente difficile mantenere l'andatura di traverso, e comunque è necessaria una tavola molto ampia. Per quanto riguarda il vento forte, di solito si considerano i 25 nodi come limite massimo per un kiter non ancora esperto. Solo dopo aver acquisito un'adeguata esperienza è possibile uscire con venti forti, e comunque sempre prestando la massima attenzione e con vele di dimensioni adatte al proprio peso / abilità.;

Per quanto riguarda la direzione del vento, la condizione ideale per il kitesurfing è sicuramente quella del vento side on rispetto alla spiaggia. Con questa direzione è possibile allontanarsi facilmente da riva ma in caso di cadute sarà il vento stesso a riportarci a riva. Assolutamente da evitare il vento da terra, non solo quando è perfettamente off shore, ma anche se è side off (a meno di non poter contare su barche o gommoni per il recupero). Anche il vento dal mare, se perfettamente on Shore, può essere pericoloso e sconsigliato per i principianti. Questo infatti, soprattutto se si è alle prime armi, rende difficile tenere una distanza sufficiente da riva, ed il rischio è di ritrovarsi in spiaggia ad ogni manovra sbagliata.

La finestra di volo è la zona in cui il kite vola, e varia in funzione della direzione e dell’intensità del vento. Immaginando di posizionarsi spalle al vento, il kite potrà volare daventi a noi all'interno di un'immaginario quarto di sfera, dove il raggio è la lunghezza delle linee del kite e al centro c'è il kiter. La finestra di volo è di circa 180° con vento forte, mentre si riduce notevolmente arrivando anche a 45° con poco vento, quando la vela va tenuta sempre nella zona centrale della finestra di volo così da sfruttarla al meglio e rimediare più facilmente ad eventuali errori di manovra.   Prima di far volare la vela è necessario controllare che non vi sia nessun ostacolo nella sua traiettoria. Muovendo il kite alla nostra destra, alla nostra sinistra o sopra di noi la vela tenderà sempre a fermarsi in un punto che segna il limite della finestra di volo: il bordo finestra. Il punto esattamente sopra la nostra testa è lo zenith. Il punto davanti a noi è quello in cui il kite esercita la massima trazione e prende il nome di power zone.
Non solo la Zona di Volo deve essere sgombra da ostacoli, ma tutta la Zona di Pericolo deve essere libera.

L'andatura è la direzione di navigazione rispetto al vento reale.
Il traverso è l’andatura a 90° rispetto alla direzione del vento. Nell’ andatura di poppa ci si muove invece nella stessa direzione in cui soffia il vento. L’andatura intermedia tra il traverso e la poppa è il lasco. L'andatura che forma un angolo di oltre 90° rispetto al vento si chiama bolina. La bolina è quell'andatura che ci permette di ritornare al punto di partenza e di risalire il vento. Con il kite,non è possibile andare perfettamente controvento, ma possiamo raggiungere un punto sopravvento facendo bordi di bolina a destra ed a sinistra e mantenendo un angolo con il vento di circa 45 gradi. L'ampiezza di questo angolo dipende oltre che dalle nostre capacità, dall'intensità del vento, dalla nostra vela, dalla nostra tavola. Lo scarroccio è quel fenomeno che ci fa muovere involontariamente sottovento rispetto alla traiettoria voluta. Questo può essere dovuto alla trazione del kite ed alla nostra poca esperienza nel contrastarne la potenza.

ARMARE IL KITE

Prima di tutto è importante scegliere una spiaggia senza pericoli. Teniamo presente che occorre uno spazio di 25 metri per stendere le linee, a cui dobbiamo sommare un ulteriore spazio di sicurezza dove non dovranno esserci alberi, ombrelloni, pali, scogli ecc.. 
A questo punto per prima cosa procediamo a gonfiare il kite. Tutti i moderni kite sono dotati di sistema one-pump per cui attraverso un'unica valvola sarà possibile gonfiare struts e leading edge. Per gonfiare il kite apriamolo e stendiamolo a terra, acendo attenzione che non ci siano briglie attorcigliate, con la parte inferiore rivolta in alto. Colleghiamo la vela alla pompa con l'apposito cordino di sicurezza, appoggiamo i piedi sulla pompa e gonfiamo il kite.

Quanto va gonfiato il kite? Alcune marche indicano esattamente la pressione che deve essere raggiunta e aggiungono un manometro alla pompa per poterla rilevare. In questo caso basterà attenersi alle istruzioni. Se questo non è il vostro caso potete regolarvi considerando che in genere il kite va gonfiato fino a quando non diventa faticoso spingere la pompa. Bladder e Leading Edge dovranno risultare ben gonfi al tatto, in modo che non sia possibile piegarli. Un kite poco gonfio non fola bene, d'altro canto un kite troppo gonfio rischia di scoppiare se sbatte con troppa forza a terra o se viene lasciato al sole. Dopo averlo gonfiato, stacca il leash e adagia il kite con la Leading edge a terra. Il kite va sempre posizionato in modo che la leading edge risulti sopravento rispetto al bordo d'uscita. Metti sempre della sabbia per assicurarti che il vento non la sollevi.

Questo è il momento di montare la barra e collegarla al kite. Srotola le linee partendo dal kite e camminando sopravento rispetto ad essa. Se il vento è forte puoi fermare le estremità delle linee a terra con un po' di sabbia. Appoggia la barra a terra con la parte superiore rivolta versoin alto. Adesso fai il percorso inverso per separare le linee tenendole fra le dita. Le linee non devono incrociarsi ma devono essere l'una parallela all'altra. Controlla le briglie e la libertà di movimento di eventuali carrucole dopodichè collega, con la bocca di lupo, le front (linee centrali) alle briglie. Collega le back lines (le linee esterne) ai pigtail sul bordo di uscita del kite.

Questo è uno dei momenti più delicati a cui devi prestare estrema attenzione perchè è proprio a causa di un montaggio non corretto che avvengono molt errori. Controlla più volte le linee prima di alzare il kite. Tieni presente che i colori ti aiutano ad evitare errori: osserva sempre il colore delle linee (rosso a sinistra, nero a destra) prima di alzare il kite.

ALZARE E ABBASSARE IL KITE

Essendo un articolo rivolto a principianti non prenderò in considerazione la possibilità di eseguire da soli queste manovre. 

Per far decollare e atterrare il kite è necessario farsi assistere da un compagno che, se non è anche lui un kiter, deve essere opportunamente istruito
Ricordatevi, se possibile, di far decollare il kite verso l'acqua. Verificate che non ci siano ostacoli o persone nella zona sottovento. Nel caso spostatevi.
Prendete in mano la barra e agganciate il chicken loop al trapezio. Bloccatelo con l'apposito finger e attaccate il leash dell'ala.

Spostiamoci in modo che il kite si trovi a bordo finestra rispetto alla nostra posizione. Controlliamo bene la nostra posizione rispetto al kite. Siamo noi a dover stabilire la posizione corretta per alzare la vela, non chi ci aiuta. Inoltre dobbiamo fare attenzione che chi ci aiuta non debba fare fatica a tenere la vela in posizione, se così non è significa che non si trova a bordo finestra ma in potenza. A questo punto chi ci aiuta prenderà il kite, mantenendosi sopravento rispetto alla vela, lo girerà e lo posizionerà in verticale con la LE sopravento rispetto al bordo d'uscita. Facciamo qualche passo per tendere le linee. Controlliamo nuovamente che le linee siano montate correttamente. Se tutto ok spostiamoci un passo o due controvento, per mettere il kite in posizione (senza esagerare). Raggiungiamo la posizione di lancio gradualmente, in modo da sentire quando il kite è in posizione corretta ed ha la potenza necessaria al decollo. Quando siamo certi che tutto sia a posto facciamo il cenno (pollice in su) che indica di lasciare l'ala. ATTENZIONE: il nostro assistente NON deve lanciare il kite. Deve soltanto lasciare la presa.
A questo punto noi agiremo dolcemente sulla barra per portare il kite lentemente allo zenit. Poi ci dirigeremo subito in acqua.

Quando vogliamo abbassare l'ala, segnaliamolo con il cenno convenzionale della mano aperta sulla testa. Abbassiamo lentamente il kite lungo il bordo finestra fino a sfiorare il terreno e permettere a chi ci assiste di afferrarlo e posarlo a terra. A questo punto noi arrotoleremo immediatamente la barra e metteremo della sabbia sulla vela, se non intendiamo sgonfiarla subito.

PILOTARE IL KITE, NOZIONI ED ESERCIZI DI BASE

Una volta che il kite è in aria dobbiamo mantenerlo in volo, controllandone direzione e potenza, insomma dobbiamo pilotarlo. 
La barra, come già detto, è lo strumento che ci permette di pilotare il kite. Tirando la barra a destra, agiamo sulla back destra e il kite ruoterà verso destra. Si fermerà nel momento in cui riportiamo la barra in posizione dritta. Più veloce è il nostro movimento, più veloce è il movimento del kite. L'esercizio da eseguire per prendere confidenza con il movimento dell'ala è quello di eseguire degli 8 all'interno della finestra di volo. Questo esercizio si eseguirà inizialmente con il kite alto. Gli 8 saranno prima molto stretti poi più larghi fino ai margini della finestra di volo.
E' importante anche prendere dimestichezza con ciò che avviene quando si lascia il kite. Portare il kite ad un bordo della finestra e lasciare la barra. Il kite rimbalzerà dolcemente fino a fermarsi. Ripetere dall'altra parte.   

Camminare con il kite. Per camminare con il kite è necessario pilotare la barra con una sola mano e tenere la vela a circa 60° rispetto al terreno. Impariamo a sfruttare la leggera trazione della vela e proviamo a spostarci in ogni direzione. Sperimentiamo così a terra le andature di traverso, bolina, lasco.

Il passo seguente è eseguire lo stesso esercizio in acqua. Questo è il body drag. Prendere confidenza e gestire bene il body drag è fondamentale sia per la successiva navigazione che in futuro per recuperare la tavola dopo una caduta. Nel Body Drag ci lasceremo trascinare dal kite distendendo il corpo ed usando il corpo (ed in particolare il braccio che non comanda la barra) un po' come una deriva.

Pubblicato il 29 aprile 2018 | Blog > Tecnica: KITESURF

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